Live in germany<small></small>
− Americana

Say Zuzu

Live in germany

2004 - BLUE ROSE RECORDS
24/10/2004 - di
Bisogna guardarsi indietro e parlare al passato, di fronte a questo doppio live degli Say Zuzu: la band di Jon Nolan e Cliff Murphy è ormai sciolta e le sue due menti sono da tempo orientate a costruire ognuna la propria eventuale carriera solista.
Quindi cominciamo col dire che agli Say Zuzu qualcosa è sempre mancato, ma che di quel qualcosa loro avevano saputo far virtù: la qualità sonora prima di tutto che non è mai stata pari alle loro capacità compositive e interpretative. Non che gli Say Zuzu non avessero un suono, anzi, col tempo l’hanno trovato e sviluppato più di tante altre american bands, ma non hanno mai trovato la situazione fisica in cui valorizzarlo al massimo, soprattutto dal vivo: hanno suonato in luoghi e strade secondarie, sfruttando acustiche aprossimative, e di questo ne hanno risentito soprattutto le loro pubblicazioni live, mai all’altezza delle attese del pubblico (europeo più che americano).
Questi due cd soffrono dello stesso difetto, anche se sono sicuramente più godibili del “Live” uscito nel 1999: il suono non lascia le canzoni libere e anche il tentativo di alzare il volume finisce per schiacciare più che soddisfare l’ascolto. Il dvd allegato poi è una conferma: cinque pezzi ripresi in modo amatoriale, che colgono la band all’opera in un locale quanto mai simile ad uno scantinato.
Eppure gli Say Zuzu riescono nell’impresa di dare vita al suono e al luogo, proprio come le loro canzoni hanno fatto dal basso nei confronti di un rock mainstream che anni fa suonava alquanto stantio: sgangherati e trasandati, si producono in una scaletta che rappresenta le loro origini e le loro direzioni, dal vero country al southern-rock, dagli Appalacchi al Colorado.
Non fanno nulla di trascendentale, ma suonano veri, anche se quella di “Every mile” non è stata la loro migliore formazione: con James Nolan e Steve Ruhm dal palco sprigionavano un affiatamento e un cameratismo che facevano davvero scintille.
Peccato che l’epitaffio della band soffra di tuti questi handicap, peccato che la corsa sia stata interrotta qua, perché Jon e Cliff avevano ormai acquisito piena coscienza del loro rock, come confermano anche alcuni dei brani dell’ultimo “Every mile”. “Live in Germany” è riuscito perché rappresenta tutto degli Say Zuzu, pregi e difetti, corpo e anima: fisicamente si svolge in Germania, dove è registrato, come in Italia, Belgio e Olanda, dove la band è stata accolta, ma idealmente tutto avviene sempre all’interno del territorio americano, della sua provincia.
Le cover, da Tom Petty a Neil Young, sono tappe di un percorso che vibra di un’energia sbarazzina, anche quando assume toni crepuscolari: all’epoca di quell’ultimo tour la band aveva già deciso lo scioglimento e anche questo viene offerto in una serata aperta con “Don’t leave” e chiusa con “Goin’ down the road feelin’ bad”.
Alla fine, con tutti i loro limiti, gli Say Zuzu suonano sinceri e rock, come sono sempre stati.

Track List

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