Torrendeadomo (Ritornoacasa)<small></small>
Italiana • Folk

Sara Marini Torrendeadomo (Ritornoacasa)

2019 - RadiciMusic Records

13/08/2020 di Laura Bianchi

#Sara Marini#Italiana#Folk

Cosa si può dire, di un'artista che, nelle note di copertina, ringrazia Giovanna Marini, definita "maestra di vita"? Tutto il bene possibile; e la cantautrice, sarda d’origine, ma eugubina d’adozione, Sara Marini, conquista fin dall'inizio l'apprezzamento dell'ascoltatore, non solo per la confezione del suo secondo album, Torrendeadomo. Ritorno a casa, che contiene un libretto con testi in sardo e traduzioni in italiano e inglese, ma anche per l'immediatezza con cui si propone fin dal primo ascolto.

La ricercatrice e interprete, che, di origini sarde, trasferitasi in Umbria, si forma con Goffredo degli Esposti e Claudia Fofi, ha deciso, con questo lavoro, di rendere omaggio alle due regioni, a cui è particolarmente legata, ma insieme di unirle strettamente col filo rosso dell'amore, per gli altri, per se stessi, per un altro, per la vita. Tutte le tracce sono percorse da questo intento, pienamente riuscito, anche grazie ad arrangiamenti curatissimi, con strumenti tradizionali, come Già gioca, solo strumentale, in cui la musica composta da Degli Esposti viene interpretata squadernando una ricchezza di sfumature armoniche, tese a restituire tutta la pienezza del suono popolare, attraverso zampogna, kaval, flauto doppio, buttafuoco, organetto e altri.

I brani originali si alternano alle rielaborazioni dei tradizionali, con un nutrito gruppo di musicisti a comporre le partiture, arricchite da arrangiamenti a più mani, e interpretate da artisti esperti, che val la pena citare tutti: oltre a Marini, Fabia Salvucci, Viola Radicchi  e Nicolina Marini ai cori, Paolo Ceccarelli a chitarra classica, chitarra acustica, tres cubano, bouzouki, mandola, Goffredo Degli Esposti a flauto kaval, zufolo e buttafuoco, zampogna, flauto doppio, Francesco Savoretti a cajon, udu, darbuka, doholla, bendir, daf, krakeb, riq, tamburello, cymbals, Monica Neri all'organetto, Davide Ambrogio a lira cretese, voce, Lorenzo Cannelli al pianoforte, Franz Piombino a basso elettrico, basso fretless e Abbas Akbari al soor in E me ne voglio andare.

È evidente, scorrendo l'elenco degli strumenti usati nel disco, quanto sia stato lungo, complesso e importante il lavoro di ricerca musicale dietro a ciascuna traccia; anche quella più frizzante e solo apparentemente facile nasconde un'elaborazione raffinata e compatta, in modo che il patrimonio autenticamente folk non venga annacquato, né scivoli nello sterile manierismo.

Basta ascoltare Trucci trucci - badarelle per comprendere come il viaggio di qua e di là del Tirreno, fra Sardegna e Umbria, riveli una tensione profonda, un amore inesausto per le nostre radici; ma anche i brani originali si collocano nella stessa linea compositiva, come la suggestiva, quasi rinascimentale Bellezza perfetta, dal testo sognante e contemporaneo insieme, o come Solo 'nna vita, appassionato canto d'amore eterno per la vita.

Un disco importante, prezioso, che resterà a lungo. Al prossimo giro di concerti; che sia prestissimo!



 

Track List

  • Una rundine in sas aèras
  • Terra rossa
  • Solo ‘nna vita
  • Pitzinna deo
  • E me ne voglio andare
  • Già gioca (strumentale)
  • Bellezza perfetta
  • Staccia minaccia
  • Trucci trucci - badarelle
  • Bentu lentu
  • Michelina
  • Pregadoria