Cinque Passi (in memoria di un poeta)<small></small>
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Salvatore Spano Cinque Passi (in memoria di un poeta)

2023 - Barnum for art

16/01/2023 di Vittorio Formenti

#Salvatore Spano#Jazz Blues Black#Jazz

Pianista, compositore a arrangiatore cagliaritano, Salvatore Spano proviene da una base di studi classici (conservatorio di Cagliari) per poi approfondire le dimensioni della musica elettronica, contemporanea e jazz. In quest’ultimo ambito Salvatore ha dedicato molta attenzione al patrimonio tradizionale del genere, dal primo New Orleans passando per lo swing per arrivare ai grandi maestri.

In questo lavoro opera in sestetto con Giovanni Sanna Passino (tromba, flicorno), Massimo Carboni (sax tenore), Paolo Carta Mantiglia (clarinetto basso, sax contralto), Salvatore Maltana (contrabbasso) e Massimo Russino (batteria). L’opera, sostanzialmente una suite articolata su 5 movimenti e un interludio, è dedicata allo scrittore sardo Sergio Atzeni e ispirata al suo romanzo Il quinto passo è l’addio. Fattori comuni tra i due artisti sono il profondo amore per la propria terra, la difficoltà nel doverla lasciare per realizzare i propri intenti e la determinazione nel mantenere salda la propria identità in contesti “altri”.

Stando questa premessa, appare evidente come quel ponte tra storia, tradizione e modernità che Spano vive nella sua arte risulti un utile ingrediente per celebrare con empatia la memoria del romanziere conterraneo. In effetti l’opera guarda a importanti riferimenti del passato, uno su tutti Mingus, ma anche Ellington e in parte Monk (o forse meglio Powell); su queste fondamenta Spano lavora con arrangiamenti quasi da piccola orchestra contemporanea, dando vita a una prospettiva personale proprio perché radicata nel suo vissuto sia artistico sia di cittadino.

Questo aspetto rende immediato il riferimento a Mingus, la cui musica è sempre stata profondamente intrecciata con la sua tormentata esistenza. A questo si aggiunga un senso del collettivo molto spinto, una capacità di sovrapporre contributi in modo verticale piuttosto che per chorus singoli e successivi, la capacità di rendere mutevole lo sviluppo dei brani e la ricchezza degli spunti di genere (swing, bop, impro, echi di blues e funk….).  La palette di Spano è ricca, il musicista usa i colori miscelandoli con la sapienza di un pittore di paesaggi e di ritratti in continua evoluzione.

Questi elementi sono evidenti fin dal primo passo in cui la successione di momenti diversi è continua ma non caotica; i contrappunti sono chiari, i solisti in realtà operano in modo corale e le riprese dei motivi tengono ferma la prospettiva del brano. 

Il senso della suite e di una certa orchestralità possono ricordare anche alcuni elementi di Ellington, come già si diceva, per la regia non invasiva ma efficace affidata alle tastiere e per l’uso dei fiati, intenso e mai retorico. L’equilibrio tra melodia e ritmo fa poi il resto.

La modernità è affidata alla determinazione delle pronunce, sobrie e aliene da qualsiasi inutile ed affettato vibrato, nonché all’organizzazione democratica del combo che mantiene compattezza anche quando si decide di lasciare più spazio ai singoli, come nel terzo passo.

Un episodio che abbiamo trovato curioso ed attraente riguarda il quarto passo – Erode. Visto il titolo ci si sarebbe aspettati un’interpretazione tesa, nervosa, figlia di quell’immaginario popolare che tale figura evoca. Invece si tratta di una ballata quasi nostalgica in cui i vari momenti sono “arrotondati” dal basso, dal clarinetto basso, dal sax tenore e dal flicorno proposti con sonorità inerziali, avvolgenti. In realtà, a ben vedere, qui si rispecchia in modo più diretto la sostanza del romanzo a cui è ispirato il lavoro, ripresa con qualche vivacità in più nel passaggio conclusivo.

Alcune note di presentazione che abbiamo letto hanno parlato di “lavoro di tipo retrospettivo”; a nostro avviso rischia di essere un termine fuorviante per quell’impressione di volgersi al passato che può evocare. Preferiamo parlare di un'opera  “tenacemente moderna” che tiene fermo il timone della propria identità nei flutti di un mondo che rischia l'alienazione.

Da qui l’interesse e il fascino suscitati dall’ascolto che, naturalmente, consigliamo spassionatamente.

 

Track List

  • I passo (Sabbia rossa)
  • II passo (Tu non sei mite)
  • Interludio (Il ricordo di Monica)
  • III passo (Fiori gialli)
  • IV passo (Erode)
  • V passo (21 marzo)