My Folks<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − World

Salvatore Maltana Trio

My Folks

2019 - Barnum for Art
22/03/2020 - di
Altro importante passo della Barnum for art nel percorso che ormai da tempo la casa discografica gallaratese ha intrapreso alla ricerca di sintesi / sincretismi tra tecniche jazz e idee folk / world.
Di turno é il contrabbassista Salvatore Maltana che insieme a Max de Aloe (armonica cromatica) e Marcello Peghin (chitarra) dà vita ad un trio dalle geometrie inusuali, sia per l`organico strumentale che per le interazioni tra gli artisti, in continuo e vivace cambiamento.

Come sempre nei lavori proposti da questa etichetta é ben presente la dimensione del "progetto" che conferisce all`opera una coerenza e una logica chiaramente afferrabili fin dal primo ascolto, e questo non é merito da poco testimoniando le chiarezza delle idee di Salvatore e compagni.
Nella fattispecie la linea guida é il racconto da parte di Meltana delle sue origini, della vita, della famiglia e della gente che ha scandito la sua crescita. L`artista é di Alghero e il disco é impregnato di questi umori tutti isolani, densi di storia, di ricordi e di richiami che collocano il lavoro decisamente oltre il semplice aspetto folk; diremmo meglio che si tratta di spunti di cultura popolare degnamente sviluppati all`interno di una cornice ricca di sfumature e di sapienza musicale.

Il sound del combo é squisitamente acustico, delicato, basato su dinamiche controllate e sull`attenzione a coloriture quasi in tinta acquarello. In questo risulta determinante il contributo dell`armonica di Max, inconfondibile nella sua pronuncia mediterranea ma debitrice anche di richiami latini più generali (tango, canzone francese...). La chitarra di Peghin mantiene dinamica e ritmo ma sovente si sposta su arpeggi, progressioni e tocchi rilevando il ruolo melodico e confermando quella mutevolezza nelle interazioni di cui si diceva. Salvatore infine ha quella delicatezza e profondità, diremmo anche stile ed equilibrio, tipica di artisti quali Attilio Zanchi (che non a caso risulta essere stato un suo maestro).

Ogni brano é testimone della tipicità sonora del gruppo ma particolarmente esemplificativi risultano i due pezzi che sono ripresi da repertori terzi: Chorinho Amalfitano  e La Ginqueta. Questo perché, ad avviso di chi scrive, consentono di evidenziare le particolarità introdotte dal trio rispetto alle versioni originali.

Il primo é a firma di Dario Deidda, bassista salernitano che all`elettrico riporta alla memoria Miller o Swallow. Il Chorinho é uno stile musicale brasiliano, padre della samba e della bossa nova, che ha esaltato la natura strumentale della musica carioca. La versione di Deidda é una chiara miscela tra questi elementi e il tipico dinamismo ritmico / dinamico della musica partenopea con un importante ruolo solista conferito al basso. L`interpretazione, o forse é meglio parlare di arrangiamento, che Meltana & C propongono vira su tinte più seppia; la chitarra é l`elemento che maggiormente ricorda l`anima carioca del pezzo mentre l`armonica si sofferma nel valutare anche gli intervalli più brevi dando un colore diverso a note simili e successive: delle belle pennellate. Il basso limita il suo ruolo rispetto alla versione di Deidda ma conserva sempre una presenza che, giocata spesso su unisoni, mantiene corposità. Ne deriva un`interpretazione acustica davvero convincente e affascinante, più "isolana" che partenopea.

Il secondo, il cui titolo nel dialetto locale di Alghero (molto vicino al catalano) significa "ciottolo", é un pezzo di Pino Piras, concittadino di Salvatore entrato nella storia della canzone d`autore con pezzi profondamente radicati nella cultura locale. La versione originale é cantata con un testo esteso, totalmente privo di ritornelli, con un`armonia molto semplice anche se non scontata, che evoca momenti della storia locale attraverso la muta testimonianza della via ciottolata; frasi intense e significative.
La rinuncia alla parte cantata fa correre certamente il rischio di smarrire buona parte del significato della composizione ma il trio vince questa scommessa. L`armonia resta coerente alla versione base ma viene arricchita con aggiunte accordali e con il ricorso a inserimenti di settime, none e undicesime che generano un effetto di vero e proprio ricamo. La parte cantata viene solo ricordata sommessamente nel finale come se fosse un sottofondo e la durata contenuta dell`esecuzione evita ripetitività e aiuta a cogliere il nocciolo della questione.

Interessantissimo risulta l`ascolto di E Avremo gli Occhi Belli, composizione di Max de Aloe uscita a suo tempo sullo splendido Valo incrociandosi con le atmosfere solenni e algide delle terre finlandesi in un mood tutto ECM. Qui il gioco é diverso, quasi da danza campestre, con una chitarra delicatamente frizzante o con un basso che assiste come se fosse un "gigante buono".  

Affascinante é Portrait per l`effetto da album dei ricordi che evoca; il brano é di Meltana che compone un vestito perfettamente su misura del trio consentendo una suggestiva alternanza melodica tra armonica e chitarra, al solito valorizzata da quella capacità di sfumare e decorare di cui abbiamo già ampiamente detto.

Risulta molto facile farsi accompagnare per mano da questi artisti in una passeggiata tra memorie personali, storia e arte che vale decisamente la pena intraprendere.

PS: la versione del disco ricevuta ha un errore di stampa in costina. Si riporta "Salvatore Matano Trio" e non Maltana. Questi particolari sovente conferiscono anche qualche valore collezionistico al materiale specie in caso di correzioni su ristampe che, ci auguriamo, possano essere numerose!

Track List

  • Portrait (Salvatore Maltana)
  • Greta’s Thoughts (Salvatore Maltana)
  • Tema di Tisli (Salvatore Maltana)
  • E Avremo gli Occhi Belli (Max De Aloe)
  • Tarantella per Ralph (Marcello Peghin)
  • Second Song (Salvatore Maltana)
  • Petrarca 14 (Salvatore Maltana)
  • Chorinho Amalfitano (Dario Deidda)
  • La Ginqueta (Pino Piras)
  • Senyor’A (Salvatore Maltana)