Europe<small></small>
Italiana • Alternative

Russo Amorale Europe

2020 - Esagono Dischi

06/06/2020 di Laura Bianchi

#Russo Amorale#Italiana#Alternative

Questa sera accartoccerò la mappa d’Europa per riavvicinare le città dei miei amori sparpagliati: la frase in francese, con cui si apre l'omonimo brano, sembra un'ottima sintesi per Europe, un ottimo disco di esordio, dopo un EP datato quattro anni fa, di Russo Amorale, alias Ugo Russo, cantautore e polistrumentista quasi trentenne, nato e cresciuto a Nancy, in Lorena, in una famiglia italo francese, che gli ha donato un respiro più ampio rispetto agli angusti confini dell'educazione musicale di casa nostra.

Fin dal titolo, che può essere inteso sia come il nome proprio in francese o in inglese, sia come il suo plurale in italiano, Europe si presenta come un'opera compiuta e complessa, sfaccettata, sia nella genesi musicale, sia nelle tematiche presentate dai testi. L'osservazione della nostra complessa e contraddittoria contemporaneità è nel mirino della poetica di Russo, che ora vive a Bologna, dove scrive una tesi di dottorato sulla contro-cultura bolognese e traduce in francese le opere di Andrea Pazienza. Nessuno è più indicato di lui, quindi, per approfondire i rapporti fra giovani e società, tesi fra aspirazioni alla fuga in un altrove incontaminato, come in Wildfires, che apre (in italiano) e chiude (in inglese) l'album, e raccoglimenti intimistici, trasposti in un codice inquieto, come nei ricordi di Galileo, consuntivo dalle tinte grunge di un amore finito.

Se il soprannome Amorale deriva da una canzone dei Gogol Bordello, che tratta di emigrazione e di esistenze in equilibrio fra moralità e immoralità, Russo tiene fede al proprio senhal, confezionando un disco poliedrico e compatto insieme, grazie alla supervisione del produttore Stefano Riccò e i preziosi consigli del nume tutelare Massimo Zamboni, che gli fece aprire molti suoi concerti, per duettare con lui in una versione riuscita di Emilia paranoica. La personalità di Russo emerge netta ovunque, sorretta dal motto Qui s’y frotte s’y pique, ossia, Se ti avvicini pungo, che non è solo il motto della città di Nancy, ma anche il titolo di una ballata magnetica, oltre che un modo per tenersi lontano da facili approssimazioni.

La vena punk è certo indiscutibile, ma viene smussata da un'ispirazione transalpina, quasi dadaista, in alcuni brani, come in Alberto Neri, resa ancora più misteriosa e dark da un'impostazione vocale particolarmente profonda, esaltata da una linea di organo dal sapore rétro, oppure come ne I Ritorni, autobiografia di un artista cresciuto come la gramigna, che esprime la propria visione esistenziale attraverso immagini sottolineate da un'eco quasi diabolica e da un'armonica disperatamente blues.

Disco molto interessante, ricco di spunti; auguriamo a Russo che davvero si compia quanto scritto in Le mie vele: saper ricucire le sue vele per ripartire con ancora più slancio e per farci arrivare il suo canto.
 

Track List

  • Wildfires
  • L’emergenza di emergere
  • Qui s’y frotte s’y pique
  • Europe
  • Acque Torbide
  • Galileo
  • Ma l’amor mio non muore
  • Alberto Neri
  • I ritorni
  • Le mie vele
  • Wildfires (America) [Bonus track]