Sono un genio ma non lo dimostro<small></small>
− Italiana

Rudy Marra

Sono un genio ma non lo dimostro

2007 - Ala Bianca / Warner
03/05/2007 - di
Le canzoni e gli album di Rudy Marra ormai ci hanno abituato ad ascolti sempre diversi. La sua imprevedibilità artistica ha fatto sì che fra una cosa e l’altra lo si potesse considerare l’erede di Paolo Conte, quando uscì in Francia con il disco “Parole d’amore”.
Questo “Sono un genio ma non lo dimostro” era stato preannunciato lo scorso anno da un Ep “Amore di contrabbando” che radunava qualche brano vecchio ed un paio di brani nuovi ora rientrati in questo disco.
Strano e sorprendentemente vario per testi e musiche, si passa da una intro del primo brano “Amori di contrabbando”, caratterizzato dall’elettronica, al secondo brano, decisamente votato verso il funk con una scansione della voce che tira verso l’hip hop. Il genere di Marra non è definibile o catalogabile: può saltare dal rock al pop e con la stessa scioltezza e rilassatezza al folk e alla canzone politica.
“Amore di contrabbando” si caratterizza da subito per i suoni mariachi dei fiati che, oltre al calore dell’impasto sonoro reggono bene l’atmosfera che descrive il tipo di amore testimoniato nel testo.
Simile come approccio, ovvero latineggiante sudamericano decisamente solare, è quello che caratterizza anche “Barricate”, che al contrario della precedente punta lo sguardo su tematiche più politiche e sociali con l’inciso che ritorna in salentino e che nel finale tende al reggae con tutta una strofa nel suo dialetto.
Il rap di cui parlavamo qualche riga più in alto caratterizza “Trompe l’oeil”, un hip hop che si muove spostandosi fra i suggerimenti di pianoforte e che si apre nel ritornello con un funky.
Bello anche il passaggio ad atmosfere diverse come quelle che caratterizzano i brani più cupi e meno solari, senza i fiati di prima; ora la chitarra traccia traiettorie circolari ed ellittiche con echi che sottolineano ancora il testo (L’ombra). “Theo e Vincent” introduce “Mio fratello Theo” ovviamente riferita a Van Gogh, il grande artista “ripreso” anche in copertina, dove l’atmosfera più alternativa a livello musicale segue un testo giocato continuamente sulle contrapposizioni del carattere folle di un uomo in preda alla malattia di “avere nella testa il disprezzo del mediocre”.
Alla fine del comunicato stampa compare una pagina scritta dallo stesso Rudy Marra in cui cita l’epistemologo Kuhn, teorizzatore delle fasi di rivoluzione e stasi delle scoperte scientifiche. In realtà questo approccio epistemologico descrive bene anche il pregio ed il difetto del disco: le rivoluzioni sono continue ma non lasciano momenti di stasi. Se il pregio è la creatività esuberante e variopinta, il difetto è il fatto che i continui spostamenti musicali e testuali non sembrano avere la forza di assemblarsi nell’immagine uniforme di un mosaico.

Track List

  • Amore di contrabbando|
  • Trompe l’oeil (l’inganno)|
  • Il morso|
  • Theo e Vincent|
  • Mio fratello Theo|
  • Quello di cui ho bisogno|
  • L’ombra|
  • Barricate|
  • Di viaggi naufragi e salvataggi|
  • Sono un genio ma non lo dimostro|
  • L’uomo mosca|
  • Ognuno pensi per sé