Pop Corn Reflections<small></small>
Jazz Blues Black − Impro − Contemporanea

Rosario Di Rosa Trio

Pop Corn Reflections

2015 - NAU
13/09/2015 - di
Lavoro molto interessante questo Pop Corn Reflections, quarta fatica come leader di questo pianista siciliano caratterizzato da un approccio profondamente culturale all’atto artistico.

Assistito da Paolo Dassi al contrabbasso e Riccardo Tosi alla batteria Rosario dà vita a un trio del tutto inusuale nell’organizzazione dei ruoli; niente schema solista – accompagnamento e nemmeno interplay classico, le funzioni sono distribuite con una logica simbiotica che rende paritetico il contributo degli strumentisti ottenendo un effetto a mosaico che si rinnova ad ogni visione.

La scelta di campo effettuata in questa occasione è quella del minimalismo alla Steve Reich, con strutture circolari che gradualmente variano ed evolvono verso un risultato debitore sia della scrittura che dell’improvvisazione,  in perfetto equilibrio tra logica compositiva e spontaneità espressiva.

Questi ingredienti base sono ben presentati fin dal primo pezzo, che si configura come autentica “ouverture” del disco con un tema a quattro note girate e rigirate tra piano e contrabbasso su di una base ritmica precisa, a conferma che i protagonisti sono tutti e tre gli artisti.
La ripresa nel brano finale ribadisce il carattere circolare dell’estetica proposta.

Di Rosa riesce anche ad evitare il rischio principale in cui si incorre quando ci si confronta con il  minimalismo: la ripetitività e la noia. L’elemento melodico non viene dimenticato e i brani si leggono con chiarezza.
Ad esempio Spring n.35 utilizza un tema e una spinta dinamica che ben si coniugano con scelte armoniche inusuali; Canon On The Beach ricorre a un riff su base blues (è il brano più assimilabile alla categoria jazz) che si disperde e si diluisce con l’improvvisazione; Hattori Hanzo Reflection spicca per la forza narrative del basso, quasi cinematico in questo caso e comunque sovente chiamato ad un ruolo melodico.
Il trio è solidamente interallacciato in Steve Reich Reflection e ribadisce i suoi richiami culturali con l’aforismo nel brano di Schoenberg, autentica miniatura in bilico tra l’ostinato del basso (elemento minimalista) e la radice espressionista della matrice originale.
Interessante anche l’uso di una certa elettronica di complemento come in Pattern n.1 – Arpeggi che, unitamente all’effetto “ambient” degli arpeggi, potrebbe addirittura avvicinare qualche illuminato appassionato di New Age.

In tutti gli episodi il tratto caratteristico principale risulta essere la sensibilità ritmica: base del riff,  modulazione su cui far vivere le improvvisazioni e poliritmia si alternano in un affascinante caleidoscopio di effetti che rafforza la vitalità e la godibilità dei brani.

Il lavoro è molto accessibile, per niente cerebrale e ricco di sfumature che emergono ad ogni ascolto; i puristi storceranno magari il naso (ormai l’hanno intasato) ma l’aria fresca farà respirare chi ha i neuroni aperti. Consigliato per chi è alla ricerca di qualcosa di “diverso”.

 

Track List

  • Pattern n.74 - Serie
  • ... And Peanuts For All
  • Steve Reich Reflection
  • Spring n.35
  • Pattern n.1 - Arpeggi
  • Hattori Hanzo Reflection
  • Canon On The Beach
  • Variation On Schoenberg`s Klavierstucke Op. 19 n.2
  • Dance Before It`s Too Late / Pattern n.74 - Serie