Olé! tarantula<small></small>
− Rock, Cantautore

Robyn Hitchcock

Olé! tarantula

2006 - Yep Roc
02/02/2007 - di
Per le masse Robyn Hitchcock è uno sconosciuto, nel migliore dei casi confuso col quasi omonimo regista, ma per gli appassionati di musica è un artista sempre da (ri)scoprire, capace di piccole sorprese ad ogni uscita.
Enigmatico per natura, complice una formazione compiuta sulla psichedelia anni ‘60/’70 in bilico tra i Byrds e Syd Barrett, ha prodotto autentiche perle pop-rock come “Element of light” e gioiellini folk come “I often dream of trains”. Soprattutto ha fatto musica in nome di una libertà artistica perseguita anche a costo di trovarsi con un seguito ridotto in termini di pubblico e di considerazione.
Negli ultimi anni ha pubblicato dischi minori, alcuni sin troppo circoscritti come il precedente “Spooked”, ha trovato il tempo per una reimpatriata dei Soft Boys e si è profuso in alcune esibizioni in memoria dello scomparso Barrett.
Con “Olé! Tarantula” è tornato a coltivare la sua attitudine più rock grazie all’apporto di una band che lo vede al lavoro su un manto erboso fertilizzato a dovere da amici colleghi come Peter Buck, Bill Rieflin e Scott McCaughey (REM e Minus 5).
Giardiniere Hitchcock lo è sempre stato e dimostra di avere ancora un pollice verde tutto suo, quello che gli permette di interrare piante pregiate a fianco di alcune urticacee e cannabacee.
Si comincia con “Adventure rocket ship”, che sarebbe un buon singolo se solo il mondo fosse meno appassito: il pezzo si infila sotto pelle in modo leggero per pungere poi con chitarre, keyboards e vocals. È subito evidente che Hitchcock lavora di fino, con mano esperta, ben coadiuvato dalle spruzzate di chitarra di Peter Buck che tanto ricorda i giovani REM di “Reckoning”.
Tra jingle-jangle e armonizzazioni il disco è una raccolta di bonsai che meritano di essere innaffiati con ripetuti ascolti: i fiati innestati su “Museum of sex”, l’armonica e il canto dylaniano della title-track e il country piacevole di “(A man´s gotta know his limitations) Briggs”. Hitchcock è capace di far sbocciare bulbi delicati ma robusti come la deliziosa “Belltown ramble”, giocata tra un arpeggio e un piano sfiorato quanto basta. A tratti eccede nella durata, come se fosse rimasto qualche minuto di troppo a compiacersi delle sue creature, ma il risultato è comunque piacevole e riesce a solleticare i sensi.
In “The authority box” la chitarra di Buck suona aspra come un tempo e la voce di un Hitchcock allucinato conclude cantando “Ah fuck me baby / I´m a trolley bus” prima del cameo finale dedicato ad Arthur Kane delle New York Dolls.
Ascoltare “Olé! Tarantula” è come farsi una birra a casa di un vecchio amico e scoprirvi sul retro un giardino che meriterebbe una collocazione migliore del solito quartiere di periferia.

Track List

  • Adventure Rocket Ship|
  • Underground Sun|
  • Museum Of Sex|
  • Belltown Ramble|
  • Ole! Tarantula|
  • (A Man´s Gotta Know His Limitations) Briggs|
  • Red Locust Frenzy|
  • ´Cause It´s Love (Saint Parallelogram)|
  • The Authority Box|
  • N.Y. Doll