Piena di(s)grazia<small></small>
Italiana − Folk

Roberta Gulisano

Piena di(s)grazia

2016 - Private Stanze
07/01/2017 - di
La cantautrice siciliana Roberta Gulisano è tornata a distanza di quattro anni dal disco d’esordio, Destini coatti, con un nuovo lavoro profondamente legato alla cultura della sua terra, Piena di(s)grazia, gioco di parole che ben rappresenta il tema fondamentale del disco: il racconto di storie di persone che vivono i disagi del giorno d’oggi attraverso una forma musicale che attinge dal sacro e dal popolare.

Piena di(s)grazia è la canzone che apre le danze. L’influenza della musica religiosa in questo pezzo è evidente, si tratta di una canzone liturgica distorta nel suono e nel testo, un’Ave Maria blasfema ed arrabbiata accompagnata da un organo dissonante. Con il secondo pezzo, Giru di ventu, viene fuori il lato folk della Gulisano, che costituisce poi la colonna portante dell’intero disco. Il brano è completamente cantato in dialetto siciliano e rievoca i canti popolari della tradizione. Altra orazione poco canonica è Ave Maria, storia di una giovane che deve combattere contro una società che non riconosce i suoi meriti. La cantautrice utilizza la forma di una delle preghiere più recitate e la sovverte sostituendo il personaggio principale con una persona comune: la sua Maria è santa in quanto saggia, sveglia, intelligente, avversa al sistema in cui si trova costretta.

A chiudere il lavoro ci sono due splendidi pezzi legati profondamente alla Sicilia, sia nel suono che nelle storie. Controcorrente è uno dei momenti più profondi del disco, una canzone folk che dietro un’apparente leggerezza nasconde il racconto dell’immigrazione che colpisce sulle coste di tutta la Trinacria. La morte che molti incontrano durante la ricerca di una terra migliore e l’avversione contro la strumentalizzazione televisiva e politica di questo fenomeno sono magistralmente raccontate come se lo fossero dai lampedusani da una Gulisano in stato di grazia, in grado di emozionare pur rimanendo altera e aggraziata nell’interpretazione. Padre il muostro! rappresenta invece una condanna nei confronti dell’America di Obama, citato nella canzone, colpevole di aver deturpato la Sicilia con i suoi MUOS, sistemi militari di comunicazione satellitare ad alta frequenza. A livello musicale la canzone si distacca dal resto del disco risultando più cupa, pervasa da un suono di archi inquietanti che rende ottimamente il mood del testo e da una conclusione particolare al lavoro.

In questo originale disco, che potrebbe anche essere definito un concept album, Roberta Gulisano rende protagonista la rabbia della gente onesta, di chi è vittima di un sistema, di chi vive “vite a contratto”. L’artista siciliana riconferma dunque le eccezionali doti cantautoriali sfoggiate col disco d’esordio, aggiungendo alla sua discografia un capitolo che dimostra grande classe e buona intuizione concettuale.  

Track List

  • Piena di(s)grazia
  • Giru di ventu
  • La Brigante
  • Ave Maria
  • Brava Bambina
  • Mennula Amara
  • Mattanza
  • Controcorrente
  • Padre Il MUOS-tro

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