The light side of the moon<small></small>
− Italiana, Jazz

Rita Marcotulli

The light side of the moon

2006 - Harmonia Mundi / Egea
01/06/2006 - di
Rita Marcotulli è una pianista jazz che ama suonare il linguaggio dell’anima.
Il suo però non è uno stile semplicista che cerca di incantare ammicando alla new-age o a melodie esigue: basta andare a riascoltare quel piccolo gioiello che era “Koinè” (2002) per rendersi conto di come questa signora musicista sia costantemente alla ricerca di un’espressione carica e profonda. Mentre quel disco era una comunione di composizioni e di suoni diversi, raccolti sempre dal tocco del suo pianoforte, questo è un lavoro solitario, in cui la Marcotulli offre una visione estremamente intima e privata.
“The light side of the moon” è infatti un disco di solo pianoforte, a parte un paio di tracce in cui l’autrice si cimenta con il canto e con le pietre sonore di Pinuccio Sciola. Subito verrebbe da pensare ad un album che riproduca in qualche modo le atmosfere di “The dark side of the moon” dei Pink Floyd, anche perché in scaletta è presente una cover di “Us and them”, ma quello del titolo è solo un pretesto, quasi un gioco, perché in realtà la Marcotulli cerca una dimensione tutta sua.
Il suo modo di suonare il piano è limpido e centrato, tuttaltro che enfatico: già l’iniziale “Waves and wind” poggia in modo discreto sugli echi delle note sfruttando in modo delicato corpo e spazio dello strumento. La Marcotulli sceglie di sussurrare e di evocare usando poche “parole”, come fosse una fata che compare solo per un breve attimo, quanto basta per suggerire pure verità.
Non sempre la magia riesce, anche perché il disco richiede una predisposizione all’ascolto esclusiva e raccolta, ma in ogni traccia risalta uno stile minimale e minuto in grado di affascinare e di comunicare.
Le tracce migliori sono quelle in cui la Marcotulli rende le sue interpretazioni il più particolari possibile, come “Us and them”, “Koinè” e “Love song”, giocate sulle sfumature anche del pedale e di un suono quasi ottocentesco. I brani vengono lasciati spesso sospesi, come succede in “Conversation with the moon” in cui la Marcotulli crea uno sfondo sonoro campionando gli echi prodotti dalle pietre sonore di Sciola, scultore sardo che sfiora e percuote blocchi di basalto: il risultato è una sorta di sperimentazione in cui il piano interagisce con una materia lunare, fisica ed aleatoria allo stesso tempo.
Man mano si procede all’ascolto il disco si fa sempre più onirico invitando a seguire una via invisibile delineata dalla scia di riflessi lasciata da pezzi come “Tuareg”, “Misteriosa” e “Immaginary rainbow”.
Il cd si chiude infatti con “Elettra magic stick”, una sorta di ninnananna che la Marcotulli accompagna con una voce proveniente da un’altra dimensione. Da quel lato limpido della luna a cui lei è giunta con il suo piano.

Track List

  • Waves and wind|
  • La strada invisibile|
  • Us and them|
  • Koinè|
  • Love song|
  • Conversation with the moon|
  • Tuareg|
  • Misteriosa|
  • Immaginary rainbow|
  • Elettra magic stick

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