The sermon on exposition boulevard<small></small>
− Folk, Cantautore

Rickie Lee Jones

The sermon on exposition boulevard

2007 - New West
24/04/2007 - di
A considerare il titolo e i testi di “The Sermon on Exposition Boulevard” verrebbe da pensare ad un disco d’ispirazione religiosa, magari ad un concept d’ambientazione cristiana in cui Rickie Lee Jones predica fede e conversione ad un mondo in rovina, ma così non è (per fortuna).
Certo, Rickie Lee Jones è cresciuta, è maturata, ha assimilato il jazz e il pop più raffinati, ma non è poi tanto diversa da quella giovane che bazzicava i vicoli di Los Angeles e i fondi di bottiglia in compagnia di Tom Waits e Chuck E. Weiss.
Il suo è un sermone che non ha nulla di ecclesiastico, al di là dei simboli e delle immagini: attinge semmai all’energia e alla profondità di una vita che lei ha vissuto e vive con immutata intensità.
“The Sermon on Exposition Boulevard” rivive così l’aura magica dei dischi di gioventù e la sposa con la coscienza e le capacità d’interpretazione affinate strada facendo. Per quanto a tratti rimanga incompiuto, l’album ha una tensione palpabile che provoca un rapimento onirico come da tempo non sentivamo nei dischi di questa signora.
La scintilla è scattata dal testo “The words” di Lee Cantelon, centrato appunto sulla parola di Cristo: da lì sono scaturite alcune improvvisazioni condotte per lo più con Peter Atanasoff. Proprio Cantelon e Atanasoff sono stati fondamentali (insieme a Rob Schnapf a cui è stata affidata poi la produzione): i due hanno composto e suonato insieme alla Jones, il primo prestando parole e vocals, il secondo offrendo parti di chitarre.
Alcune tracce rimangono troppo eteree (per esempio la reiterata “Lamp of the body” e la scollegata “Donkey Ride”), ma il disco ha uno spirito raro, una visione evocata in modo graffiante. Si comincia con “Nobody knows my name” trascinata sulla voce della Jones e poi si procede fino a scovare un paio di perle come “Falling up” e “It hurts”: la prima è il pezzo più efficace del disco e ne è anche il singolo, mentre la seconda è un altro brano ammirevole per come cresce sulla personale versione del rock e del blues della Jones.
Accanto a take ispirate dal momento ci sono poi “Tried to be a man”, un blues che raspa a la Tom Waits, e una gioiosa “Circle in the sand”, ricamata di xilofono, cimbali e wurlitzer. Tengono bene anche gli esercizi più spiritati con dulcimer, percussioni e tromba, creando una trance che porta allo strumentale “Road to Emmaus” e alla conclusiva “I was there”, otto minuti abbondanti che non vacillano neanche per un attimo.
“The Sermon on Exposition Boulevard” non sarà il miglior disco in assoluto di Rickie Lee Jones, ma è l’opera di un’artista che ha imparato ad esporre ed esporsi come pochi.

Track List

  • Nobody Knows My Name|
  • Gethsemane|
  • Falling Up|
  • Lamp Of My Body|
  • It Hurts|
  • Where I Like It Best|
  • Tried To Be A Man|
  • Circle In The Sand|
  • Donkey Ride|
  • 7th Day|
  • Elvis Cadillac|
  • Road To Emmaus|
  • I Was There