Lady’s bridge<small></small>
− Cantautore

Richard Hawley

Lady’s bridge

2007 - Mute
05/09/2007 - di
Musica d’altri tempi. Vien fin troppo facile pensarlo mentre si ascoltano le canzoni di questo romantico crooner. E d’altra parte basta l’iniziale ”Valentine” per essere catapultati nel passato, in quelle sonorità che un tempo uscivano solo dai magici solchi dei vecchi vinili.
Eppure Richard Hawley da Sheffield, Inghilterra, non arriva per caso a questo quinto disco “solitario” le cui atmosfere continuano un fortunato percorso di delicatezze sonore.
Da Frank Sinatra a Scott Walker, passando per Roy Orbison, qui si incontra quel gusto raffinato e romantico di intendere la musica, si incontra un’altra voce superba alla quale ci stiamo ormai abituando con piacere. Prendete “Roll River Roll”, niente di nuovo per carità, ma l’armonia con cui piano e voce si accarezzano a vicenda, consuma alla perfezione una sorta di orgasmo sonoro.
E poi via, niente sigaretta ma una più salutare ed energizzante “Serius” che ci rimette sulla strada di un rilassato rock‘n’roll. Questo disco è un piccolo viaggio attraverso le situazioni, le sensazioni e i colori che ci regalano il tramonto e poi la notte per le vie di una bella città. Rilassati e felici mentre un vento leggero ci accarezza i capelli e i pensieri migliori a cui ci portano le note di “Tonight The Streets Are Ours”, brano in cui sembra averci messo lo zampino quel Morrisey per cui fece Hawley il chitarrista.
Queste canzoni hanno voglia di prenderti per mano e di guidarti in un rarefatto mondo onirico. Anche quando parlano di solitudine o di strade scure riescono sempre a trasmettere sensazioni positive, a lasciare un senso di pace. Che non è mai noia, che non è mai tristezza. E “Lady’s Bridge”, la title-track, arriva a toccare le corde di un romanticismo che in molti non hanno mai conosciuto: tra delizie vocali e un meraviglioso tappeto di strumenti acustici in cui emergono i sospiri acuti della lap steel e i tocchi profondi di una Gretsch.
Richard si conferma cantore unico di uno stile che forse solo i Lambchop, nei loro momenti migliori, hanno saputo regalarci con la stessa intensità. C’è davvero solo qualche spruzzo british in quel che Hawley ci regala: strumenti, dediche (Johnny Cash) e attitudini sembrano avere ben più profonde radici americane. Ma la voglia di una buon tazza di tè rimane intatta.

Track List

  • Valentine|
  • Roll River Roll|
  • Serious|
  • Tonight The Streets Are Ours|
  • Lady Solitude|
  • Dark Road|
  • Sea Calls|
  • Lady´s Bridge|
  • I´m Looking For Someone To Find Me|
  • Our Darkness|
  • Sun Refused To Shine