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Rock Internazionale − Rock

Riccardo Maccabruni

Waves

2018 - Martiné Records / Ultra Sound Records / IRD
17/02/2018 - di
Riccardo Maccabruni, classe 1981, è uno dei musicisti più interessanti e preparati in circolazione. In grado di passare dalle tastiere alla fisarmonica alla chitarra (e probabilmente anche altro), dimostrando un  talento portentoso. Non è un caso che la sua carriera musicale, col tempo, sia divenuta, un piccolo scrigno di collaborazioni prestigiose e di condivisioni di stage con musicisti di gran caratura. Il tutto senza dimenticare la presenza nei Mandolin Brothers, che ricambiano quasi al completo, partecipando alla realizzazione di questo piccolo, ma preziosissimo gioiello che è Waves. Se qualcuna delle canzoni dovesse passare in qualche illuminata trasmissione radiofonica, sono certo che l`ascoltatore, quello almeno più avvezzo a certe sonorità, diciamo da Classic Rock, avrebbe di che sobbalzare. Perchè il lato vincente di questo album è proprio la qualità del songwriting di Riccardo, che certo ha attinto a piene mani ai suoi ascolti ed alle sue passioni. profumi dichiaratamente d`oltreoceano. Waves è stato registrato principalmente al Downtown Studios di Pavia (luogo speciale in cui Guido Tronconi si occupa ogni giorni di coltivare buone vibrazioni), per essere  il disco poi affidato alle cure di Jono Manson, che ha realizzato missaggio e mastering nel suo The Kitchen Sink studio a Santa Fe, nel New Mexico. 

Come descrive Riccardo nella cartella stampa "Waves parla di amore, certo, ma anche di viaggi, curiosità, amicizia, vizi assortiti, e dei ruoli in cui è così facile ritrovarci schiacciati nelle strade brulicanti di Babilonia. Parla di quegli scenari interiori che sono il motore nascosto delle azioni (o delle frustrazioni) di tutti". E già da queste parole si può iniziare a comprendere l`humus che caratterizzera l`album. Ma sono proprio le canzoni, e la loro struttura melodico/musicale a consegnarci un disco come difficilmente avremmo potuto attenderci. Chi scrive ci ha trovato molte sonorità tipiche degli anni settanta, questo per quanto riguarda la struttura di cui sopra dei pezzi. Molta classicità se vogliamo, ma offerta con una classe che lascia stupiti. Maccabruni ed i suoi compagni di viaggio, sono semplicemente perfetti, e suonano con una leggerezza ed una classe inappuntabile. 

Le canzoni sono pronte a dimostrare quanto affermato testè, a partire dalla iniziale Hold You Tight, nella quale Riccardo, affiancato da Marco Rovino, lascia intravedere la strada sulla quale Waves andrà ad incamminarsi. Una delicata ballata solo voce e chitarra acustica che sfocia nella title track del disco facendolo decollare immediatamente. Band schierata e si parte subito con rimandi deliziosi di sonorità vagamente accennate alla Allman Brothers Band, sentite la parte centrale per credere. Everybody`s Feeling mi ha fatto venire alla mente le prime cose di Marc Cohn, con le voci di Maccabruni e di Francesco Montesanti che si alternano in un pezzo dalla struttura classica. Delizioso il dialogo tra il dobro di Paolo Ercoli, il violino di Alice Marini ed il pianoforte suonato da Riccardo. Uno dei pezzi più belli dell`album a parer mio. Keep On parte delicatamente con la pedal steel guitar di Paolo Ercoli che "ricama" meravigliosamente i passaggi. Quando entra la band il pezzo decolla. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi cullare. Nothing left To Die For è una piccola perla dove il punto di forza è giocato nella doppia voce di Maccabruni e Rovino. Joe Barreca, mitico bass player dei Mandolin Brothers è della partita con il suo double bass. Good is Right sembra proseguire sulla stessa falsariga, almeno all`inizio del pezzo, condotto a due voci, Riccardo e Christian Draghi in questo caso, per poi "aprirsi" con l`ingresso della band. Splendida la parte centrale con le chitarre acustiche in evidenza. 

Deserve è una deliziosa oasi acustica dove emerge la splendida voce di Beatrice Campisi. Non meno importante nell`economia del pezzo, l`armonica di Jimmy Ragazzon, che caratterizza decisamente la canzone. Babylon è forse l`unica canzone che sembra "normale", senza picchi particolari per quanto riguarda la struttura musicale, ecccezion fatta per la parte finale dove sembra di essere nel bel mezzo di una jam session, mentre del punto di vista del testo è tra quelle più interessanti vista la tematica. None Of Us accenna vaghe sonorità Southern che live potrebbe assumere connotazioni molto interessanti. Make Me Wonder chiude l`esordio solista di Riccardo Maccabrunii con una ballata pianistica che mi lascia trasparire profumi dell`Elton John del periodo fulgido, ma anche ancora gente come il già citato Marc Cohn. Ottimi i musicisti che accompagnano Riccardo in questo esordio, e mi piace citare coloro che non lo sono ancora stati, quindi Paolino Canevari (slide guitar). A questi si aggiungono due musicisti pavesi di grande talento come Luigi Scuri (batteria) e Francesco Montesanti (chitarre e voce), il bassista Rino Garzia (già insieme a Riccardo con Andrea Tarquini, nel disco solista di Jimmy Ragazzon), Mario Semeraro (percussioni). L`album è disponibile in CD ed anche su Spotify, ma l`acquisto che viene riservato ai dischi belli, quelli ci lasciano sensazioni nel cuore e sulla pelle, è praticamente obbligato.

 

 

 

Track List

  • Hold You Tight
  • Waves
  • Everybody`s Feeling
  • Keep On
  • Nothing Left To Die For
  • Deserve
  • Babylon
  • None Of Us
  • Make Me Wonder