La Marsigliese<small></small>
Emergenti − Alternative − Post-rock, indie-pop

Riaffiora

La Marsigliese

2011 - Dischi Soviet Studio/ Wondermark
31/12/2011 - di
I padovani Riaffiora sono tornati a scolpire musica e silenzi, arpeggi e lievità melodiche, pieni e vuoti che trattengono il fiato in cavità emozionali o in labirinti amorevolmente intarsiati in cui perdersi, e ora lo fanno con una sapienza nutrita dalla produzione di Ronan Chris Murphy, che ha scelto location uniche come Piazza San Marco o la Chiesa di Fontaniva per dare ai suoni volte e cieli in cui spaziare o danzare.

I risultati migliori si possono gustare allorché si assiste ai movimenti musicali rallentati apprezzati già in Antonio P (2009), simili a un campo lungo cinematografico che abbraccia l’orizzonte, oppure ai passi nella neve, con una grazia strumentale quasi rubata alla musica da camera (e/o al post-rock), ma ora anche con una profondità nuova, una cura dei suoni che aumenta il peso di quei passi, il loro affondare lento e stupefatto nella meraviglia e nelle ombre dell’animo.

E’ il caso de L’inverno a Padova, che risplende anche nella versione della ghost track, pronta a scavare nelle vene mentre riecheggia l'organo spettrale o un leggero, impalpabile ricamo di violino, oppure della “Passione” cristologica e umanissima della lunga, drammatica Requiem, scandita da un piano essenziale che spande un pathos amaro e liquoroso e da una ritmica nuda che taglia l’anima come una marcia funebre. Ne avremmo volute ascoltare molte altre di canzoni su questa scia…

Meno convincenti sono invece gli episodi pop-rock come ad esempio Andreji o Alla fine: per quanto giustificati dalla necessità di variare le atmosfere ed intessuti musicalmente con la pazienza del ragno, tra chitarre delicate, linee di piano incalzanti e tappeti fascinosi d’organo, sembrano molto meno originali. L’eleganza del piano non ha bisogno di ammiccare a facilità da cui i testi limati e l’orchestrazione dei suoni comunque si tengono sempre lontana; inoltre alcuni virtuosismi vocali da pop da classifica spesso sembrano superflui.

La dimensione musicale dei Riaffiora è e deve essere infatti orgogliosamente elaborata e nobilmente complessa, come appare in Mon Amour, che stratifica distorsioni, bassi, lingue, organo, assomma cambi di ritmo e riferimenti metaforici e storici in un’aria tesa e inquieta, o come risulta nei chiaroscuri emotivi delle chitarre acustiche malinconiche e delle distorsioni dolenti, nei crescendo spezzati prima di esplodere e nel ritmo sospeso di Così distante e ancora nella camaleontica e divertente L’imputato, che piega al mood anche l’organo.

Ottima band, in crescita, ma qui con qualche momento in cui le sue potenzialità e la sua classe appaiono un pochino sprecate e sottoutilizzate.

 

Track List

  • L’inverno a Padova
  • Mon amour
  • Così distante
  • L’imputato
  • Alla fine
  • Lo schianto
  • L’alchimista
  • Un’estate
  • Andreij
  • Requiem