Igloo<small></small>
− Jazz

Remo Anzovino

Igloo

2010 - Odd Times
31/05/2010 - di
Remo Anzovino è un avvocato di Pordenone, classe 1976, resosi poi celebre in ambito musicale operando nella musica per cinema, per teatro o per pubblicità; non musica da commercio per commercio ma, a tutti gli effetti, una dimensione artistica applicata ad altre produzioni. ´Igloo´ è il suo terzo album preceduto da ´Dispari´ (2006) e ´Tabù´ (2008), entrambi ben accolti sia dalla critica che dal pubblico. Remo è classificato all’interno del filone jazz ma questa collocazione soffre di limiti ed imprecisioni; il jazz è l’ingrediente di riferimento nei momenti di improvvisazione ma la musica accoglie anche influenze etniche e, soprattutto, mantiene un alto tasso di capacità narrativa, tipica delle colonne sonore. ´Igloo´ è un progetto molto originale perché fonde una serie di duetti alternati a momenti orchestrali con in comune alcune tracce tematiche , conferendo così organicità alla varietà. Scorrendo rapidamente la scaletta dei titoli, e poi ascoltando il disco, si ha la netta impressione di un lavoro quasi ´concept´, un viaggio tra le categorie più ancestrali della vita umana con uno sviluppo da un buio iniziale ad una serenità conclusiva. È questa una nostra personale interpretazione e chiediamo fin da ora scusa all’artista nel caso avessimo travisato il senso. Musicalmente comunque gli aspetti di rilievo sono diversi; i duetti sono cammei in cui Remo al pianoforte dialoga con i compagni utilizzando sfumature mirate. Perfettamente integrato con Di Cioccio, rendendo il piano quasi ritmico e la batteria quasi melodica in ripetuti momenti di unisono; più a staffetta con Ferra, attingendo parecchi spunti dal colore latino che il chitarrista spesso propone; in accompagnamento scheletrico e ipnotico con il sax di Bearzatti, dove il profumo del jazz emerge insieme alla vena melodica e ad una stupenda flessibilità ritmica; quasi in contrappunto con Mirabassi che, al clarinetto, realizza una bella sinergia melodica; più defilato con Aquino, lasciando al flicorno l’effetto onomatopeico rispetto al titolo del brano; in interplay con Pietropaoli che, grazie al basso, genera più spunti ritmici. I momenti orchestrali si inseriscono in uno schema da sinfonia cinematografica in cui la narrazione è efficace, non si sente la mancanza delle immagini e il senso dei vari titoli è reso con chiarezza estrema; basti ascoltare ´Tempo tempesta´, dove la tensione iniziale ed il crescendo ci ricordano alcuni passi della colonna dei ´Pirati dei Caraibi´, così come notevole è il senso di composta festa e di ritualità in ´Attorno al fuoco´. Il gioco dell’alternanza tra duetti e sinfonia, grazie anche alla durata contenuta del disco (circa 40’), genera un effetto complessivo quasi concertante. Un lavoro con molte idee e con una vena creativa decisamente in evidenza, accessibile e molto ricco. I maniaci dell’avanguardia possono starne tranquillamente lontani, per gli altri c’è davvero spazio.

Track List

  • Igloo (feat. Franz Di Cioccio)
  • Tempo tempesta
  • Aria (feat. Bebo Ferra)
  • Prima luce
  • Macerie (feat. Francesco Bearzatti)
  • Attorno al fuoco
  • Vortice (feat. Gabriele Mirabassi)
  • Fame
  • Tregua (feat. Luca Aquino)
  • Giostra
  • Eco di un canto (feat. Enzo Pietropaoli)
  • Ci sei anche tu