Monovision<small></small>
Americana • Songwriting

Ray LaMontagne Monovision

2020 - Vidol

10/08/2020 di Giovanni Sottosanti

#Ray LaMontagne#Americana#Songwriting

In quell'angolo di soffitta non ci avevi proprio guardato. Eppure il vecchio registratore a bobine era esattamente lì e aspettava solo di essere salvato dall'oblio, spolverato e riportato a nuova vita. Non erano stati anni facili, dopo gli splendori passati vedersi relegato alla stregua di un ferro vecchio da rottamare. Poi, come per magia, le mani di quell'uomo lo avevano trovato e sollevato e gli occhi guardato con curiosità mista a rispetto. Il rispetto che si doveva a chi aveva vissuto tante vite e di storie da raccontare ne conosceva una quantità infinita. Adesso era di nuovo il suo momento e lui brillava nuovamente fiero e orgoglioso, come gli occhi dell'uomo che respirava finalmente l'aria di casa.

Ray LaMontagne schiaccia il tasto play per disegnare nuovi orizzonti, perché lui ha tanta polvere e infinite strade sotto le scarpe. Sembra ieri ma dall'esordio luminoso con Trouble del 2004 sono già trascorsi la bellezza di sedici anni. Nel frattempo il ragazzo è cresciuto e l'uomo di oggi non ha bisogno di mappe o navigatori GPS per ritrovare percorsi già tracciati nella sua storia di songwriter. Dopo le ultime prove meno convincenti, il recente Monovision ce lo riconsegna al meglio per quanto concerne l'ispirazione e conseguentemente la scrittura. Ha fatto tutto da solo il buon Ray, si è chiuso tra dicembre e febbraio nella sua The Big Room in Massachusetts e ha tirato fuori un disco semplice, asciutto, spontaneo, lungo il giusto, curato in tutti i dettagli e suonato con il cuore. E con una copertina che da sola vale il prezzo del biglietto.

 Roll Me Mama, Roll Me e I Was Born To Love You profumano di southern soul e gospel, ma anche di California e Brother Jackson, mentre Strong Enough strappa via chitarra e voce a John Fogerty per lanciarsi in corsa lungo uno swamp blues ritmato e coinvolgente. La voce roca e abrasiva di Ray marchia in maniera indelebile un episodio che resta però isolato nell'insieme di un disco in cui prevalgono toni agresti e soffusi, con ritmi sospesi a fissare immagini ed emozioni. Summer Clouds e We'll Make It Through rallentano nuovamente i giri del motore, a tratti ci si ferma sul ciglio della strada per abbracciare la Bellezza di un mondo sonoro che viaggia fianco a fianco con Crosby, Stills & Nash e il Neil Young di Harvest.

Il tempo di passare alla side B ed ecco lo spirito guida di Van Morrison fare capolino in Misty Morning Rain, ballad splendida e luminosa con un giro ritmico che ti abbraccia lentamente e non ti molla più, quasi fosse un outtakes di Moondance. A questo punto Ray decide che la parte finale del viaggio è solo sua, come lo spirito di tutto l'album impone, un percorso di introspezione per ritrovarsi e ripartire, un po' come ci hanno insegnato questi mesi di forzato isolamento. Rocky Mountain Healin' e Weeping Willows si inerpicano su vette folk country oriented, un'armonica sottile e il cielo ad un palmo di mano. Si siede ad ascoltare il silenzio, poi apre uno spiraglio di luce e lascia entrare Morning Comes Wearing Diamonds che lo accompagna dolcemente verso il finale con Highway To The Sun. È la canzone che chiude, il momento di lasciar fluire definitivamente il dolore attraverso un'elegia che celebra l'assenza e il distacco. "There's no comfort in these tears that I cry/Wish I could find just one person tell me why/I just want to wake up underneath that open sky/Just want to feel something real before I die", un quadro angosciante da cui trapela a stento un barlume di speranza.

Rinascere ha un prezzo da pagare che si chiama dolore. Ray LaMontagne è qui e lo sa.

Track List

  • Roll Me Mama, Roll Me
  • I Was Born To Love You
  • Strong Enough
  • Summer Clouds
  • We’ll Make It Through
  • Misty Morning Rain
  • Rocky Mountain Healin
  • Weeping Willow
  • Morning Comes Wearing Diamonds
  • Highway to the Sun