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Americana • Songwriting

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2022 - Route 61 Music

13/08/2022 di Aldo Pedron

#Rawstars#Americana#Songwriting

Album di debutto per questa band romana guidata da Francesco Lucarelli, voce solista e principale autore del repertorio del gruppo.

Il progetto Rawstars nasce da lontano e dall’amicizia di Francesco Lucarelli (musicista, giornalista, scrittore e promoter) con Jeff Pevar che risale al 1993 quando i due si incontrano in varie occasioni tra cui in sala di registrazione ad Hollywood in California e dove David Crosby e Graham Nash stanno completando le prove per una serie di date acustiche in cui alla chitarra c’è lo stesso Jeff Pevar e il tastierista Craig George (ex Jackson Browne Band). Quattro anni dopo, nel 1997, in un ranch sulle colline intorno a Santa Barbara, Jeff Pevar e Francesco Lucarelli registrano le prime tracce di quello che – dopo anni ed altre incisioni- diventerà Find The Light, un album pubblicato dalla Route 61 Music nel 2010.  Un disco assai riuscito naturalmente molto influenzato dal suono west-coast e con un brillante duetto con Graham Nash intitolato Mr. Sunshine.

Find The Light viene interamente proposto dal vivo in concerto nel 2011 al Parco della Musica a Roma e sul palco si ritrovano Lucarelli (voce e chitarra), Marco Valerio Cecilia (chitarra acustica ed elettrica), Fabrizio Settimi al basso e Marco Molino alla batteria e la cosa buffa é che sono una band senza saperlo.

Un doveroso tuffo nel passato è il ricordare la gloriosa fanzine italiana dedicata a Crosby Stills Nash & Young fondata da Francesco Lucarelli, Mauro Cosia e Stefano Frollano (1983-1992).

Durante il lockdown Lucarelli lavora a pezzi nuovi ed uno di questi in riferimento alla pandemia e in isolamento é Don’tLock Me Down di oltre 5 minuti, una riflessione amara sui due anni passati e che hanno portato dolore e paura ed il brano stesso dall’altra parte del mondo viene completato da Jeff Pevar (chitarra slide) e da sua moglie Inger Nova Jorgesson (armonie vocali). Un brano scritto di getto in un momento delicato ed un pensiero tramutato in musica d’urgenza, dall’anima rock sincera e potente ed una ritmica trascinante.

Nel 2022 nasce Rawstars, il primo disco della band che vede altri illustri ospiti come Greg Leisz (polistrumentista, chitarrista, pedal steel, dobro, mandolino già dal vivo o su disco con John Stewart, Bruce Cockburn, Dave Alvin, John Fogerty, Peter Case, Joni Mitchell, Sheryl Crow, Eric Clapton, Eagles, Tom Petty, i Wiskeytown di Ryan Adams solo per citarne alcuni) alla pedal steel guitar in Faster Than Light, una ballata evocativa in cui la graziosa voce femminile è Luisa Capuani.

Apre l’album Sometime (Lucarelli l’aveva composta e già incisa nel lontano 1989) dal ritornello irrefrenabile, splendidi giochi di chitarra di Marco Valerio Cecilia e cori. Watching The Show ripercorre la musica d’autore anni ’70 mentre Follow You è decisamente rock con accenni post punk anni ’80. L’organista Jeff Young (da decenni con Jackson Browne) è al piano in Summer Nights Blues (voce solista Luisa Capuani) mentre il super eccellente e veterano Mike Finnigan all’organo Hammond B3 (suona nei dischi di Jimi Hendrix, Dave Mason, Ben Sidran, Taj Mahal, Cher, Mother Earth ed in almeno 3 dischi di CSN, uno di CSNY oltre uno solista di Stephen Stills nel 1984 ma purtroppo scomparso all’età di 76 anni a Los Angeles nel 2021) è presente in If I Were An Angel.

Accanto alle sferzate rock non mancano episodi più meditati. Al fianco delle acustiche Fly Someday e How Could I HaveBeen So Blind? si aggiunge il rock-blues di If Were An Anger e l’acida Paper Girl, la mia preferita, una Almost Cut My Air (David Crosby) / Mary Jane’s Last Dance (Tom Petty And The Heartbreakers) del nuovo millennio. 

I testi di Lucarelli coadiuvato a volte da Marco Molina e Marco Valerio Cecilia oscillano tra guerra, sentimenti e disagio sociale.

Il mondo dei Rawstars con quella loro solida struttura chitarristica, le lunghe cavalcate elettriche ed un suono prettamente californiano stupiscono per il loro piglio rockeggiante e i loro ottimi impasti vocali che si rifanno a certi gruppi californiani. In ogni caso, non solo musica derivativa ma che abbraccia epoche e culture diverse, con la personalità portata dalle radici individuali e dal personale e differente percorso artistico di ciascuno di questi quattro musicisti italiani

Ralph Molina dei Crazy Horse (si proprio la band di Neil Young) sentito i Rawstars li ha invitati a suonare in diversi brani del loro nuovo disco che andremo con molta curiosità ad ascoltare prossimamente ed orgogliosi di trovare una formazione italiana nel disco di una leggendaria band americana.  

I Rawstars arrivano nel nuovo millennio cavalcando l’onda del rock americano targato anni ’90 e oltre (Tom Petty, il Wallflowers di Jakob Dylan ma anche il Paisley Underground dei Dream Syndicate). Sono italiani ma suonano come i grandi gruppi storici americani e lo stesso Francesco Lucarelli è nome assai noto, conosciuto dai fan di CSN e di Neil Young stesso restando uno dei massimi interpreti del repertorio del cantautore e rocker canadese e del trio delle meraviglie Crosby Stills & Nash.

Se per anni abbiamo elevato e tanto amato la cultura musicale californiana e americana in genere, ora possiamo confermare che negli studi di registrazione e sui palchi italiani possiamo trovare ciò che amiamo di più anche ascoltando e vedendo diversi artisti e musicisti nostrani.

Track List

  • Sometime
  • Watching the show
  • Dont lock me down
  • Paper girl
  • Faster than the light
  • Follow you
  • If I were an angel someday
  • Summer night blues
  • How could I have been so blind