Breakneck Ballads<small></small>
Rock Internazionale • Rock

RAB4 Breakneck Ballads

2020 - Audiar

28/11/2020 di Marcello Matranga

#RAB4#Rock Internazionale#Rock

Un album che non ti aspetti.......così bello e così vicino a quelle sonorità che fanno innegabilmente parte di un background formatosi in anni di ascolti. Questa la sensazione che ho provato ascoltando questo splendido, non esagero, disco dei RAB4, formazione guidata da Seba Pezzani da sempre appassionato di letteratura anglo-americana, tanto da portarlo a divenire traduttore  di personaggi come Joe Lansdale, Jeffery Deaver, Anne Perry, John Landis, John Harvey, Ruth Rendell, Lawrence Block, direttore artistico del festival Dal Mississippi al Po, collaboratore di quotidiani e riviste musicali.

I RAB4 sono l'appendice musicale di Pezzani. Il nome del gruppo è un'acronimo che fa riferimento a Rock-A-Blanche come Roccabianca, paese di Roldano Daverio, chitarrista dell band, e 4, come il numero della formazione iniziale, presto allargatasi, il cui DNA ha certamente un’anima americana, cosa che è evidente in questo disco, anche se non mancano riferimenti ad un grande amore di Pezzani che, come ebbe a dichiarare in una vecchia intervista, rimase folgorato sulla via di Liverpool. Due album pubblicati prima di questo, Folk’N’Roll uscito nel 2012, seguito da Live In Parma, uscito nel 2019 che univa cover come Proud Mary dei CCR a brani provenienti dalla penna di Pezzani.


 
Oggi è il turno di questo Breakneck Ballads che porta i RAB4 ad affermare un identità decisamente internazionale senza snaturarne l'anima che è fatta di passione e divertimento. E se l'iniziale Waiting For The Hurricane è già foriera di buone sensazioni, la splendida Blind Man's Rage costringe a fernarsi e tenere alta l'attenzione, perchè con soli due pezzi si è già compreso che la dimensione nella quale va a collocarsi questo album è decisamente importante. Ci sono inflessioni che portano a profumi di marca anglosassone come la delicata I Won't Let You Smile e, sopratutto l'ottima Is This Love dove sullo sfondo si palesa piuttosto evidente l'immagine dei Traffic. E quando pensi di sapere cosa potresti aspettarti ecco arrivare una decisa sterzata verso atmosfere funky con Stuck In A Funk destinata a fare faville dal vivo, oppure la roccheggiante The Downside Of Being In Love che ha umori dei bei pezzi da FM USA degli anni settanta grazie anche ad un assolo di chitarra magistrale. Cosa che si ripete nella seguente Not In A Million Years, che lascia inalterata l'idea di essere sintonizzati sulla frequenza giusta. 

Bumpy Road è un'altro di quei pezzi che darà il meglio quando esploderà on stage. A Deer In The Headlights è una ballata assassina di quelle che quando la senti ti si conficca nella mente e non ti lascia più, grazie ad un bridge semplicemente perfetto. Ci si risveglia con i Fiati Pesanti che spaccano il tempo nella torrida (Nothing But The Same) Hard Times. L'ironia, nel testo, è padrona totale della spassosa Method To My Baldness, mentre il ritmo è piacevolmente sostenuto da un solo di Hammond cui seguono in un'intreccio vorticoso chitarra e i fiati. Irresistibile. We're Walking Wounded lancia flashback di Traveling Wilburys. La deliziosa Where The Air Is Thin chiude l'album riportandoci ad atmosfere da songwriting americano. Avrete letto di molti riferimenti che potrebbero far storcere il naso ad alcuni, ma tutto ciò non inficia minimamente il disco, anzi, ne esalta il valore, ed i rimandi sono proprio l'arma vincente di un lavoro che si impone per la personalità che lo pervade. 

Con Pezzani, Voce, chitarre acustiche ed elettriche, ci sono il già citato Roldano Daverio,  chitarre, Paolo Crovini al basso, Umberto “Magico” Minoliti all'Hammond e Max Pieri alla batteria, chitarre e clavinet. A loro si affiancano i Fiati Pesanti composti da Gianmaria "Ito" Dazzi al sax tenore e baritono, Filippo Facconi, alto sax, Giordano Mori ala tromba e Corrado Seletti, alto sax. Chiudono il tutto Davide Speranza che lascia il segno con la sua armonica, ed il basso di Angelo Bonacini. La produzione è nelle mani di Max Pieri e della band.

Breakneck Ballads ci consegna una band che ha lasciato la gloriosa via Emilia per entrare nelle sontuose e sterminate Highways americane.

 

Track List

  • Waiting for the Hurricane
  • Blind Man’s Rage
  • I Won’t Let You Smile
  • Stuck in a Funk
  • If This Is Love
  • The Downside of Being in Love
  • No Good Hands
  • The End Is Near
  • Not in a Million Years
  • Bumpy Road
  • A Deer in the Headlights
  • (Nothing but the Same) Hard Times
  • Method to My Baldness
  • We’re Walking Wounded
  • Where the Air Is Thin