Quintorigo Experience<small></small>
Jazz Blues Black − Blues − Rock

Quintorigo

Quintorigo Experience

2012 - Métro / Self
27/01/2013 - di
Se si fosse chiamati a stilare una ridotta classifica dei geni del rock certamente Jimi Hendrix occuperebbe uno dei posti di vertice, pochi lo possono mettere in dubbio.
Tentarne la scalata alla sua arte è un’impresa che lascerebbe dubbioso chiunque, se non altro per i rischi dei paragoni inevitabilmente emergenti.

I Quintorigo, band al vertice del rock e del jazz di qualità, decidono con questo Experience di correre il rischio, calcolato certamente ma comunque evidente; il gruppo romagnolo a nostro avviso vince alla grande la scommessa, uscendone non solo indenne ma con merito di un encomio solenne.

Aiutati dalle ispirate collaborazioni di Moris Pradella, vocalist con un intenso spirito black, Vinicio Capossela alle voci ed al theremin in Voodoo Child, Michele Francesconi al piano ed Eric Mingus (il figlio del grandissimo Charles) al canto, il quartetto eterodosso del pentagramma ottiene un risultato ad alto valore aggiunto: interpretare la musica di Jimi in perfetto equilibrio tra negritudine e classicismo, storia ed attualità.

Quello che stupisce fin dal primo approccio  è la forza di impatto nonostante una strumentazione completamente aliena al classico organico rock; violino / viola / contrabbasso / sassofono poco hanno a che vedere con chitarra elettrica / basso elettrico / batteria. Eppure il senso ritmico è completamente mantenuto da una staffetta sul ruolo gestita dagli archi mentre l’ancia  sostiene i momenti più sanguigni; l’istinto si unisce allo studio, la grammatica alla pratica e la sintesi è ammirevole.

Oltre alla forza sono da sottolineare gli effetti  sonori che il gruppo riesce ad ottenere emulando le trame soniche del chitarrista di Seattle; The Star Spangled Banner  è forse il miglior esempio in questo senso, conservando quel senso di  rabbia unito alla disperazione che ne ispirava le esecuzioni originali.
Purple Haze è il brano in cui il richiamo alla matrice è più immediato; il ritmo staccato sul beat , l’eccellente integrazione tra violino e sax nelle frasi che furono della chitarra e la voce di Moris richiamano le linee del maestro; l’originalità dell’approccio è  dovuta principalmente alle venature jazz e alle ricerche degli effetti che spostano il brano al giorno d’oggi.
A questo riguardo si apprezzi anche l’effetto del piano di Francesconi  in Up from tke Skies,denso di jazz e di Henrdix allo stesso tempo.

Il senso psichedelico e freak di Hendrix è ben ripreso in The Third Stone from the Sun; qui gli archi assumono un timbro meno distorto e la punteggiatura ritmica aiuta l’evocazione di un certo  spirito hippie riproposto in chiave tesa, moderna. Viene poi esasperato fino ad essere stravolto con l’intervento del theremin lisergico in Voodoo Child.

Il blues, mattone fondamentale della musica di Hendrix, risalta con facilità e spontaneità in Hey Joe  e in Red House; qui tutto sommato le coordinate si avvicinano a stilemi storici chiari, ineludibili,  quindi le esecuzioni suonano più classiche; la voce è blues, il sax è blues, il basso blues, tutto  è blues; potenza delle radici, c’è poco da fare!

Oltre a queste coerenze di genere i Quintorigo usano anche elementi sintattici tipici della musica di Hendrix, rafforzandone così l’empatia; il gusto del riff (vedasi Foxy  Lady), l’uso ed ricorso a brevi frasi musicali ogni volta variate (vedasi Gypsy Eyes), il ritmo giocato anche sulla  durata e la dilatazione delle note oppure, al contrario, su staccati ostinati (vedasi Voodoo Child) .
Il linguaggio  è quello classico, il vocabolario è moderno.

Questo fa sì che il disco possa tranquillamente affascinare sia gli  appassionati di vecchia data che nuovi fans, purché a fattor comune ci sia l’interesse per la musica; lunga, lunghissima vita ai Quintorigo e a questo lavoro da playlist.

Track List

  • Foxy Lady
  • Fire
  • Hey Joe
  • Angel
  • Spanish Castle Magic
  • The Star Spangled Banner
  • Purple Haze
  • The Third Stone From the Sun
  • Voodoo Intro
  • Voodoo Child
  • Manic Depression
  • Red House
  • Gypsy Eyes
  • Up From The Skies

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