Room 21<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

Poorboys

Room 21

2018 - Autoprodotto
23/07/2018 - di
Il progetto di questi due ragazzi emiliani, Ste Barigazzi (chitarra e voce) ed Enrico Zanni (batteria), nacque nel 2013 sulle tracce di quel blues povero che nasce dalle radici, a stretto contatto con la tradizione, caratterizzato da uno stile basico, essenziale, fatto da riff ripetitivi e chitarre "sliding" arroventate dal sole del sud degli States, molto vicina al costume del North Hill e al Blues rurale del Delta, ma anche ibrido tra folk e ballate alla Neil Young. Tutto parte dalle sonorità schiette e vibranti alla Junior Kimbrough e R.L. Burnside, da quelle note nervose e taglienti nate tra Yazoo e il Mississippi per arrivare a un groove elettrificato potente e ringhioso, che pulsa in continuazione e si riposa solo di tanto in tanto sulle american ballads. Progetto che ormai portano con successo sugli stage di numerosi festival nazionali, tra gli ultimi il palco di Ameno Blues 2018, e che trova espressione nel loro primo lavoro interamente fatto di inediti: ROOM 21.  

La modalità stessa con cui il disco è stato concepito ci racconta quanto l’emotività e la dimensione della ricerca abbiano giocato un ruolo fondamentale. L’album, infatti, è stato registrato con uno studio mobile, rinchiusi in una fortezza del 15esimo secolo, indagando sperimentazioni sonore al di fuori della prassi di una consueta sala di registrazione.

A tutto questo già ci introduce Burn, il pezzo di apertura dell’album che, con i ritmi urgenti e martellanti della batteria di Enry Zanni, la chitarra distorta e la voce ruvida di Ste Barigazzi, richiama quel sound energico e polveroso dei primi Black Keys, che negli ultimi anni ha saputo affascinare diversi musicisti grazie alla vigorosa essenzialità di quelle melodie scarne e sudate, figlie del Delta e della prepotente e scomposta forza del rock garage. Stesso mood che si ripropone in Weight On My Shoulder tra distorsioni, riverberi e un groove secco e nervoso, mentre Roll On ci riporta più verso il roots, con quei riff sporcati di blues che si innestano su rullate frenetiche ma precise, frutto di quei sacri semi che danno origine allo stile inconfondibile dei North Mississippi AllStars.

Ma anche un altro “Sud” appartiene alle sonorità di Room 21:  Save my soul è una ballata vivace alla Black Crowes dove la voce si fa più sensuale che mai, il ritmo è costantemente dinamico e la chitarra, sul finale, ci regala deliziosi fraseggi intessuti di Southern, che evidenziano le qualità e il gusto di Barigazzi.

La titletrack, invece, fa parte di quelle dolci sinfonie folk presenti sul disco che danno respiro e confinano in angoli più intimi. In Room 21 compaiono toni country su un’armonia fluente, scale “ordinate” e atmosfere orientali, condotte da uno slide morbido e percussioni leggere, attraverso melodie che scorrono come limpide acque in una cornice di verdi montagne.

Love is gone e Freedom Flight sono due deliziose ballate che si tingono di note romantiche e scaldano i pensieri: arpeggi che cullano emozioni, voce si fa dolce e appassionata e percussioni che accompagnano delicate il battito dei cuori. Il viaggio nel kosmos sonoro che i Poorboys sono riusciti a creare, si conclude con una preghiera gospel, Redemption, verso un cammino di salvezza che liberi dal dolore, in cambio di amore e libertà.

Room 21 evidenzia un’espressività coerente e una notevole dose di buona volontà che, unita al talento dei due emiliani, fa dell’ascolto una questione piacevole. I ventun anni di Ste Barigazzi possiedono la forza e il piglio della giovinezza ma la tempra e il carisma sfoderati sul palco, sono quelli di un veterano. Questi “poveri ragazzi” hanno la capacità di estrarre da cuore e anima un’incredibile energia, che trasforma le loro performance dal vivo in uno spettacolo malizioso e potente.

Track List

  • Burn
  • Roll On
  • Room 21
  • Save My Soul
  • Worried About
  • Love Is Gone
  • Weight On My Shoulder
  • Freedom Flight
  • Train In Me
  • Redemption