Di giallo e grigio<small></small>
Italiana − Alternative − Sperimentale

Pms

Di giallo e grigio

2018 - Arealive
07/02/2018 - di
Non bisognerebbe stupirsi che da quella fucina musicale infinita che è la città di Napoli (ma la considerazione si può allargare a tutta la Campania) nascano progetti come quello delle PMS: duo libero da vincoli sonori. Il nome che si sono scelte Martina Mollo (voce, piano, synth) e Caterina Bianco (voce, violino, viola), sembra avvolto nel mistero, ma i ben informati fanno risalire l’acronimo alla contrazione del titolo del loro primo EP: PreMenstrual Syndrome.

Il percorso artistico del duo ebbe inizio presso il Conservatorio San Pietro a Majella della città partenopea, dove entrambe hanno studiato. E certamente l’educazione classica traspare in alcuni tratti della loro produzione; che approda ora al debutto in “lungo formato” con Di giallo e grigio.

Il precedente disco, come afferma Martina Mollo, ebbe la funzione di sintesi di un percorso (durato 4 anni), che avevano intrapreso per conoscersi meglio, dal punto di vista musicale, sperimentando senza porsi limiti. Mentre con questo nuovo lavoro «era fondamentale uscire dal mondo classico per approfondire quelli che da sempre, fin dall’adolescenza, erano gli interessi verso altre sonorità, che non necessariamente dovessero appartenere a uno stile preciso. La cosa importante era, ed è stata sempre, ricercare un carattere completamente nostro, per noi chiaro e definito come il sole, che se lo ascolti sai che è PMS».

Di giallo e grigio ha avuto una gestazione temporale di solo otto mesi, e il risultato raccoglie le varie esperienze che il duo femminile ha attraversato: jazz, folk, rock (venato da influenze dark), il tutto trasportato in una contemporaneità sonora figlia della sperimentazione e della voglia di uscire dagli schemi (per quanto questo possa ancora valere oggi).

Pensato come fosse un vecchio vinile (con lato A e B, come se uno fosse “giallo” e l’altro “grigio”) il disco si divide in una prima parte composto da canzoni (scritte da Martina), e una seconda (il presunto “lato B”) strumentale scritto a quattro mani, con riferimenti alla musica contemporanea e al minimalismo. Una grossa responsabilità di questa scelta (che può apparire anacronistica), la si deve anche al produttore Davide Mastropaolo (fondatore di AudioImage e Agualoca Records, musicista e sound designer). «Vengo da un’altra generazione musicale, - spiega Mastropaolo - quella abituata ad ascoltare musica su supporti che avevano una durata prestabilita, molto diverso come approccio da quello del “flusso” continuo delle playlist dell`epoca della musica “liquida”. […]Lato A e lato B non esistono più, ma restano un concept ideale, da una parte le canzoni, dall’altra gli strumentali; per me una colonna sonora di un film che non è stato ancora girato».

Come già detto i brani presenti sul disco si caratterizzano per una ricerca sonora particolare, che nasce anche dalla scelta di utilizzare strumentazione analogica (come i synth suonati da Martina Mollo). Ricerca che trova però un buon compromesso con un’impostazione “classica”, presa come punto di partenza, per poi attraversare uno spettro sonoro atto a una ricerca musicale quasi mai scontata. Si percepisce così da parte del duo napoletano, una forte volontà di affermare la loro creatività, che però in alcuni tratti si perde in labirinti poco chiari. Questo dovuto forse dalla determinazione di voler esporre fin da subito la loro capacità compositiva, che ancora non è arrivata a una maturazione risolutiva.

Track List

  • Il cielo gonfio di giallo e grigio
  • Lo scrivo in metro
  • Nudi
  • D’ombra
  • Viandanti
  • Catarsi
  • Mudanza
  • Salendo il Moiariello
  • Ritorni (s.m.p.)