Tearing sky<small></small>
− Cantautore, Folk

Piers Faccini

Tearing sky

2006 - Label Bleu
08/02/2007 - di
Da più parti Piers Faccini è stato presentato come una delle ultime novità del folk-rock internazionale. Come principali caratteristiche vengono spesso indicate le sue origini italo-anglo-francesi, la sua passione per la pittura e la sua collaborazione con Ben Harper (che lo ha voluto come opening guest, gli ha “prestato” il produttore JP Plunier e gli ha offerto la sua partecipazione in questo disco).
Ciò permette di intuire alcuni tratti della personalità di questo musicista, primo fra tutti quell’ampio respiro da “cittadino del mondo” che pervade le sue canzoni, ma non permette di coglierne la maturità, col rischio di confonderlo con una delle tante next big thing o peggio con uno dei troppi songwriter sensitivi che ci sono in giro.
Faccini fa sì della sensibilità il suo marchio di fabbrica e sviluppa le canzoni su fili tenui, ma non lascia afflosciare la musica: alla base della sua visione c’è un folk-blues di matrice anglofona che gli permette di avere un punto d’appoggio anche nelle tracce più incantate.
Illuminato ma con i piedi per terra, è un songwriter che respira a pieni polmoni a metà strada tra John Martyn e Ben Harper. Le sue potenzialità, compresa una produzione d’alto livello, gli permettono di aprirsi anche a suoni etnici: si tratta di sfumature rese possibili dalla kora di Ballake Sissoko e da alcune ritmiche percussive (bodhran, karkabou, tabla). Lo stesso autore contribuisce a dare spessore con dobro, armonica e harmonium o a creare riflessi con tocchi di fingerpicking o di un violino cinese a due corde (er-hu).
I pezzi che rimangono sono quelli più sviluppati come “If I”, “Days like these”, con sarod e tambura, “Midnight rolling”, che diventa una sorta di mantra con qualche squarcio nel finale, e “Taste of tears” con echi di una bowed electric guitar, ma Faccini dimostra di avere la stoffa del vero songwriter anche nei momenti più intimi come “Fire in my head” e “Road’s not long”.
Da viaggiatore dell’anima flette i pezzi con grazia e con una forza silenziosa che gli permette di restare a cantare anche a cappella. La sua è una “wandering soul” che non si perde nel vuoto per quanto non smetta mai di cercare un ideale utopico: “Shake the dust from your feet / feel the ground underneath / I’ll see you where the roads cross / at the window of the world”.
Da Ben Harper sembra aver ereditato la fede che gli permette di cantare preghiere aconfessionali, a cui dà una spinta autentica, a tratti corale che avanza come un’onda. Speriamo che a differenza del collega riesca a consolidare le proprie caratteristiche.
Nel frattempo godiamoci questo “Tearing sky”: non è un disco clamoroso, non vi spalanca davanti nessun cielo, ma vi potrebbe dare quelle emozioni che Damien Rice, Sufjan Stevens e Devendra Banhart ultimamente comunicano con troppa altalenanza.

Track List

  • Each Wave That Breaks|
  • Sharpening Bone|
  • At the Window of the World|
  • If I|
  • Days Like These|
  • Fire in My Head|
  • Come the Harvest|
  • Midnight Rolling|
  • Talk to Her|
  • Uncover My Eyes|
  • Taste of Tears|
  • Road´s Not Long|
  • Sons and Daughters|
  • Walk Over to You