We Never Really Came Back<small></small>
Emergenti − Alternative − rock

Phidge

We Never Really Came Back

2012 - Riff Records
01/06/2012 - di
Undici brani, undici piccole perle segnano il “ritorno” dei Phidge. E “ritorno” lo scriviamo tra virgolette perché non è un ritorno vero e proprio, ma più che altro una rinascita. I Phidge infatti hanno cambiato un po’ di cose: prima di tutto il batterista - dopo un anno di ricerche al posto di Simone Cavina è subentrato Oscar Astorri, il quale bisogna dire che regge alla grande il confronto, fortissimo il suo modo di picchiare duro che forse poi lascia trasparire proprio la sua personalità - e poi è mutato in meglio anche il loro modo di fare musica, nel senso che questo nuovo cd sembra molto più curato nei suoni e nei testi rispetto ai precedenti, tra cui ricordiamo Disclosing How It Feels (2004), It’s All About To Tell (2008).  I Phidge sono quattro bolognesi: Dodi Germano, Nick Di Virgilio, Oscar Astorri appunto e Riccardo Fedrigo e, da come ci dice il titolo del lavoro, non sono poi “tornati” davvero, ma appunto sono rinati o magari ci sono sempre stati: fatto sta però che sono cambiati e hanno chiuso di certo col passato.

Awoken apre le danze, è un brano d’impatto, che vibra di modo e di fatto, risulta subito orecchiabile e t’invita poi a proseguire. Nobody Tries lo segue ed ha qualcosa di grunge, come del resto ogni brano del cd porta con sé sapore grunge, in questo pezzo in particolare poi è anche da sottolineare l’assolo di tromba che è notevole e che cattura. I giri armonici sono numerosi nei brani dei Phidge, soprattutto in Door Selected energico già dall’attacco con i tamburi e nella vocalità e anche in questo caso i quattro emiliani dimostrano grande competenza linguistica e dimestichezza con l’inglese tanto che nella pronuncia non sembrano affatto italiani! Passando poi per Hot Water Beach (forse a tratti un po’ monocorde), e Invisible Colors, dove il piano è protagonista, Our Lungs Are Blind è forte ed è grunge più che mai, ma anche pop - rock e quasi indie.

La stessa copertina del cd, che è ispirata all’Amleto televisivo di Carmelo Bene, rispecchia le tematiche affrontate dai quattro musicisti: in copertina sono fotografati in movimento e questo sta ad indicare forse il continuo ricercare sempre un modo per affrontare le difficoltà, il non fermarsi mai dinanzi alla solitudine interiore, all’amore o al vuoto (On The Whole) e alla nostalgia (Card With A Wish è pezzo nostalgico anche nel senso che è post rock!). Insomma lo stile Phidge è poi il classico voce-chitarra-basso-batteria, ma è anche alternative rock. E a proposito di voce e chitarra, @The End Of The Day chiude l’opera, pezzo fatto di voce e chitarra appunto, brano finale, ma che paradossalmente è forse l’inizio di tutto, momento di grande emozione e lirismo, perché poi “la fine del giorno” non è altro che l’inizio di uno nuovo. Ricominciare ogni volta senza fermarsi mai: forse è questo lo stile dei Phidge. 

Track List

  • Awoken
  • Nobody Tries
  • Door Selected
  • Invisible Colors
  • Hot Water Beach
  • Our Lungs Are Blind
  • Blind Driving
  • Card With A Wish
  • Graveyards
  • On The Whole
  • @The End Of The Day