Karma<small></small>
− Jazz

Pharoah Sanders

Karma

1969 - Impulse!
24/03/2008 - di
Noto per aver suonato con John Coltrane nella parte finale della sua carriera, quella comunemente considerata più free, Pharoah Sanders fu uno dei pochi a sviluppare in modo personale la lezione mistica di Trane.
Non si pensi ad una spiritualità pia o new-age, “Karma” è un disco di sostanza in cui il linguaggio musicale segue un portentoso flusso, che attinge più alla mistica orientale che a quella occidentale.
Registrato nel 1969, questo album porta all’apice l’esperienza fin lì vissuta dal “Faraone”, comprensiva anche di “Meditations” e “Ascensions”: rispetto all’approccio febbrile di Coltrane, Sanders suona più gioioso. La sua è una tensione che porta ad una cacofonia meno tormentata, rivelatrice di una visione armoniosa, come si può intuire anche dai titoli e dai testi delle due tracce qui presenti.
Gran parte della scaletta è composta dall’abbondante mezz’ora di “The creator has a master plan”, una suite che è una preghiera, costituita però da una forte corporeità: tra percussioni, french horn, piano e il mantra vocale di Leon Thomas, il sax tenore corre incontro ad un’orgia sonora abbagliante.
Per capire quanto Sanders fosse personale, basta ascoltare il crescendo con cui viene aperto il brano e si scopre un’intensità che è ancora oggi sfruttata a iosa nel rock per introduzioni di stampo soul. “The creator has a master plan” ha un peso che a confronto la successiva “Colors” suona come una “semplice” chiusa, che si limita a cavalcare il riflusso delle onde.
Ancora oggi “Karma” è un trip psichedelico e free, “libero” in ogni senso, anche nella sua accezione più religiosa.

Track List

  • The creator has a master plan|
  • Colors

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