Secondo me è l'una<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Peppe Fonte

Secondo me è l'una

2012 - Odd Times/Egea
01/02/2013 - di
Peppe Fonte non è Fred Bongusto: anche se la tentazione c’è, definirlo cantante confidenziale è riduttivo. Sminuisce il senso autentico del suo intendere-scrivere-interpretare musica e parole. Più esatto sarebbe forse chiamarlo introspettivo. Le sue strofe private (ma non ombelicali) si possono immaginare piene di spazi vuoti (gli interstizi dell’anima), pause, silenzi, non detti, contigue, quasi sottomesse, al commento della musica. Non è neppure un caso che Fonte canti (interpreti) in modo sincopato. A scatti, come in un rigurgito di pensieri & parole, in un reflusso di coscienza.

In Secondo me è l’una perfino Papi (suvvia non fate finta di cadere dalle nuvole, sapete benissimo chi è) è raccontato a partire dal “dentro”, da un’interiorità declinata swing e imparentata stretta col complesso di Caino (si adombra, tra le righe, un’invidiuzza-uzza-uzza nei confronti del fratello). E anche in Non è oppio la solitudine del numero primo (inteso come il portiere di una squadra di calcio) prescinde dall’aura mitologica che spesso ne ammanta il ruolo (il “matto” e il “gatto” di uno sport che “non è oppio ma solo festa”).

Il resto della scaletta è fradicio di pioggia traslata (che c’entrino anche le lacrime?), intirizzito di notte, deliquio, strade, spostamenti del cuore, ironie/malinconie, addii: pagine di diario strappate e riscritte di continuo, per ragioni di sopravvivenza, legate al passo multiplo e al filo rosso di accidenti sentimentali, zampilli o nebbie di note blue(s), swingate/svagate. Portavoci di un mal de vivre (cum grano salis però, e non poca ironia) lasciapassare per abbandoni e canzoni delle situazioni differenti.

Si parte con le cascate di note per pianoforte solo di Le conseguenze dell’amore, si approda alla somma esistenziale di Secondo me è l’una. In mezzo 10 ulteriori variazioni sul tema, speziate al retrogusto di climi (musicali), ambiti e circostanze varie. C’è un sax voyerista e dolente che pedina da presso Un’altra verità; c’è L’amore raccontato che sfuma in dissolvenza agrodolce; c’è La notte delle bugie in cui il refolo di disincanto serve a difendersi dagli uppercut del cuore. E se in Cos’è Maria a piangere è il violino (ma poi riprende vita, parimenti alla traccia), Questione d’abitudine riassume il Fonte-pensiero riferito alla coppia: spruzzatine di misoginia + pessimismo cosmico compensate da disillusione & irrisione (nella più pacificata Solo l’amore non è vecchio si celebra, non a caso, il rapporto decennale degli anziani genitori).

Ulteriori menzioni di merito vanno all’amarcordiana La città di Eolo (acquerello di Salina, isolana e isolata città con “un solo monumento” e tantissimo vento: ne hai citata una e le hai citate tutte), e - soprattutto - a Roy, dispiegata in sontuosa atmosfera contiana (nel senso di Paolo Conte): un occhio al musical, un altro allo swing, meno realismo magico, ma somiglianti il cazoo, il sax, le note danzanti, le variopinte tirate per la giacca della commedia musicale. Arrangia ad hoc per un cd elegante, d’atmosfera, affatto stucchevole, Riccardo Biseo.

Track List

  • Le conseguenze dell’amore
  • Papi
  • Un’altra verità
  • Non è oppio
  • L’amore raccontato
  • La città di Eolo
  • Questione d’abitudine
  • La notte delle bugie
  • Solo l’amore non è vecchio
  • Roy
  • Cos’è Maria
  • Secondo me è l’una

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