There goes rhymin´ simon<small></small>
− Cantautore

Paul Simon

There goes rhymin´ simon

1973 - Warner
16/04/2007 - di
“Bridge Over Trouble Water”, disco pubblicato nel 1970, segnò la fine dello storico binomio Simon & Garfunkel. In realtà il duo, che inizialmente si chiamava tragicamente Tom & Jerry, si era già diviso ben prima dell’uscita di un album che registrò vendite da capogiro, certamente tra le più significative del decennio. Canzoni come la stessa title-track, “El Condor Pasa (If I Could)”, “Cecilia” e “The Boxer” coronarono un successo che non fu raggiunto così facilmente come oggi potrebbe invece sembrare. Paul Simon era però insofferente da tempo, scriveva molte canzoni che “fratello” Art si limitava a cantare con lui: oltretutto anche la piega artistica che il duo stava intraprendendo, non lo soddisfaceva per nulla. Un primo tentativo “solo” già lo fece nel ’65 con “The Paul Simon Songbook”, un disco che già daL titolo, forse anche inconsciamente, voleva dare un segnale in un momento in cui il duo folk rock ancora annaspava nelle acque di “Wednesday Morning, 3 AM”.
Quando poi Simon decise di fare davvero le cose in proprio, dando sfogo a tutta la sua classe, al suo amore per la ricerca dei suoni, libero da qualsiasi costrizione, le fece subito da fuoriclasse, dimostrando alla prima vera prova, “Paul Simon” del 1972, che sarebbe stato un grande a prescindere dal suo pur ingombrante passato, che avrebbe poi avuto un’epocale coda nel 1982 con il famoso concerto al Central Park di New York.
“There Goes Rhymin´ Simon”, il suo secondo disco solista, (o terzo, fate voi), confermò senza riserve tutto il genio di questo artista a cui ancora oggi pagano tributo decine e decine di musicisti. La sua influenza sui songwriters di mezzo mondo è stata davvero enorme, e non sempre riconosciuta fino in fondo. Basta ascoltare queste canzoni, che galleggiano leggere in un mare di suoni delicatissimi per rendersene conto e arrendersi alla loro totale assenza di segni di invecchiamento. Il sound è rotondo, caldo, gli ingredienti etnici diventano sapori così indispensabili che Simon non smetterà mai di usarli per arricchire le sue ricette musicali.
L’album, pubblicato nel ’73, inizia con la nota “Kodakrome” ed è un continuo fluire di ritmi che spaziano dal jazz al soul al pop con straordinaria omogeneità, grazie soprattutto alla voce di Paul Simon così straordinariamente gentile, coinvolgente, unica. “Take Me To The Mardi Gras”, (che per inciso entrò prepotentemente in classifica) è l’esempio di un pop di straordinaria classe ed efficacia. Ma sono moltissimi gli episodi di questo lavoro che, complice una stratosferica solidità e varietà sonora, restano nella memoria: “American Tune” (in cui ricompare a sorpresa Art Garfunkel), le sofficissime “Tenderness” e “Something So Right”, “Was a Sunny Day” con le percussioni che suonano sotto i raggi solari africani. E nel finale Paul si diverte ancora con i Dixie Hummingbirds. Un coro gospel per una “Love Me Like a Rock” che regala le ultime colorate pennellate di un capolavoro.
Nella recente ristampa sono stati inclusi alcuni demo acustici che nulla aggiungono all’opera. Però sentire la voce di Paul Simon “baciata” dalla solo chitarra acustica fa sempre un gran bell’effetto.

Track List

  • Kodachrome|
  • Tenderness|
  • Take Me To The Mardi Gras|
  • Something So Right|
  • One Man´s Ceiling Is Another Man´s Floor|
  • American Tune|
  • Was A Sunny Day|
  • Learn How To Fall|
  • St. Judy´s Comet|
  • Loves Me Like A Rock