Buone Notizie<small></small>
Derive • Suoni

Paolo Spaccamonti Buone Notizie

2011 - Bosco Rec/O.F.F./Audioglobe

10/07/2012 di Andrea Rossi

#Paolo Spaccamonti#Derive#Suoni

Torino, rilanciata agli occhi di molti dalle Olimpiadi Invernali del 2006, è in realtà ormai da qualche anno una città vivace, ricca di fermenti ed idee, che a tratti, sul piano delle iniziative culturali, la rendono anche più interessante di Milano, città con cui vive una antica competizione.
Anche in campo musicale si registra da tempo un interessante movimento, soprattutto intorno ai nomi nuovi della canzone d’autore, filone in cui dove si sono segnalati diversi autori, tra cui Vincenzo Cane, Davide Tosches, Stefano Amen, Ila Rosso, Deian e l’Orso Glabro, Matteo Castellano e molti altri.

Proprio da collaborazioni sparse tra giro cantautorale, progetti di sonorizzazione e colonne sonore, emerge Paolo Spaccamonti, chitarrista e compositore torinese giunto al suo secondo disco, che si muove in aree a cavallo tra post rock e minimalismo cinematico.
Buone Notizie, così come il precedente Undici Pezzi Facili, è stato pubblicato dalla Bosco Records di Daniele Brusaschetto, solitario deviante della forma canzone di cui Derive si è già occupata nei mesi corsi, e registrato da Marco Milanesio, altro nome storico della scena locale in area elettronica underground.

Con il nuovo lavoro, Spaccamonti continua il suo lavoro di costruzione della propria via ad un rock strumentale e cameristico, prevalentemente slow ed intriso di  malinconia, in qualche modo dal sapore Nineties.
Accompagnato da distorsori, pedali e loop station, Spaccamonti non si accontenta della propria chitarra e va alla ricerca di possibilità espressive più ampie, suonando personalmente anche basso, ukulele, synth ed effetti vari, e facendosi accompagnare da un ristretto gruppo  di eccellenti partners ed amici che intervengono mirati nei vari brani lasciandovi un segno profondo.

L’iniziale Buone Notizie evoca atmosfere à la Brusaschetto, che in qualità di ospite a sua volta contribuisce con i beat all’ipnotica Niente per Bocca ed a Mr. P.
Guitar Heroin è costruita su un giro circolare di chitarra frippiano su cui scattano successive stratificazioni e la batteria nervosa di Davide Compagnoni di Stearica, band torinese di area post rock.
Anche in altri momenti Spaccamonti  evoca una corporeità rock, abbandonando però le geometrie crimsoniane per i riverberi di desert blues lunari (Tex2) o per trance ipnotiche (Ossamiche) che sembrano rimandare alla lezione dei Thin White Rope.
Altrove si flirta con il jazz: Claude ammicca ad  atmosfere da colonna sonora anni ’60,  mentre Specchi è un’eterea ballata, in odore di eccesso di autoindulgenza, nonostante schieri due membri del trio jazz 3quietmen, Ramon Moro al flicorno e Dario Bruna alla batteria.

Tra i brani migliori Deh, in cui le poche note disegnate con nitido candore da Spaccamoti sono impreziosite dalla viola elettrica di Fabrizio Modonese Palombo (Larsen, Blind Cave Salamander) e la solenne Amici Vecchi, in cui spicca l’intensa partecipazione di Julia Kent (Antony and the Johnsons) al violoncello e dei jazzisti Dario Bruna alla batteria e Marco Piccirillo al double bass: sei minuti densi e toccanti in cui le stratificazioni generate dai loop di Spaccamonti e della Kent riescono a generare una profonda tensione, rilasciata con una fluida naturalezza che colpisce al cuore.

Buone Notizie conferma le grandi qualità di Spaccamonti, e, in sintesi, è un disco sincero ed interessante, sebbene non particolarmente innovativo, in cui non manca varietà di ispirazioni e suggestioni, dal jazz all’elettronica, dall’ambient al rock.
Il lavoro è ben composto ed arrangiato, ed è molto apprezzabile l’assenza di ogni virtuosismo fine a se stesso a favore della ricerca di un suono d’insieme in cui ogni nota è curata e distillata con nitidezza, cercando un bilanciamento continuo tra le diverse tessere del mosaico.
Il suono è costruito su riff iniziali successivamente ripresi e lavorati di rifinitura e cesello, con sovrapposizioni che mantengono un senso finale di leggerezza, gli intrecci sonori sono delicati ma mai banali, le accumulazioni procedono senza esagerare, generando un effetto di sospensione e rarefazione che pervade gran parte del lavoro.
Che sia un esempio del titpico understatement torinese ?
Forse proprio in questo, alla lunga, sta il limite del disco.
La prossima volta ci piacerebbe ritrovare un Paolo Spaccamonti un poco più perturbante.

Track List

  • Buone notizie
  • Guitar heroin
  • Deh
  • Tartarughe
  • Niente per bocca
  • Claude
  • L'ultimo vestito non ha tasche
  • Tex 2
  • Ossamiche
  • Specchi
  • Amici vecchi