Don`t Stop Dreaming<small></small>
Emergenti − Pop − rock, pop, soul e country.

Paolo Preite

Don`t Stop Dreaming

2015 - Seahorse Rec.
22/12/2015 - di
Don’t stop dreaming è il disco d’esordio per Paolo Preite, classe 1985, romano, che giunge a questo album dopo cinque anni di duro lavoro.

Preite ha pensato e fatto le cose in grande, cosa che accade raramente in chi pubblica il primo album, coinvolgendo alla produzione Fernando Saunders  (Lou Reed, Jeff Beck, Marianne Faithfull ed altri grandi artisti) ed importanti musicisti come il batterista Kenny Aronoff ( che ha collaborato  tra gli altri con  John Mellecamp, BoDeans,  John Fogerty ) oltre allo stesso Fernando Saunders.

Il  risultato si vede e si sente : un disco prevalentemente acustico,  un suono molto internazionale, con influenze pop, rock, folk e soul, sempre elegante, melodico e molto gradevole.

Paolo Preite ha composto tutti i nove brani, avvalendosi in tre di questi della collaborazione di Fernando Saunders , e cantato tutti i brani, tranne uno, in inglese, mostrando così chiaramente di puntare ad un pubblico anche internazionale.   

Le composizioni  valorizzate dalla mano del grande produttore, sono tutte di buon livello, anche se ogni tanto fa capolino un po’ di “zucchero” che rende un po’ troppo dolce il menù.

La strumentazione è a volte scarna ma lascia in evidenza la bella, appassionata  e calda voce di Preite  con atmosfere rilassate, delicate e garbate,  da artista maturo, insomma  non sembra proprio di trovarsi davanti ad un disco di esordio.

Where did you go, il brano che apre il lavoro, è un bell’esempio di raffinato melanconico  pop soul, influenzato dai migliori Coldplay, Io re di me, l’unico brano del disco cantato  in italiano, arriva un po’ a sorpresa, e pur essendo un riuscita composizione, appare un po’ fuori posto rispetto al resto del lavoro.

Ci sono  momenti anche di forte impegno sociale come nella ballata rock  I wanna hold your hands , suonata in trio da Preite/Sanders/Aronoff, che ci ricorda Andy White, con la citazione del primo articolo della Dichiarazione Unversale dei diritti umani, o in Neda , brano dedicato a Neda Agha-Soltan, giovane ragazza diventata un simbolo di libertà dopo essere stata uccisa durante una pacifica manifestazione di protesta.

Da segnalare il crescendo finale con tre ottimi brani : Mary, un brano di grande atmosfera, folk da camera, dove compare, in una ricca strumentazione, anche il violino di Peter Krajniac, Just one kiss, nervosa, dai forti sapori latini,  con  un solido tappeto sonoro su cui si innestano riff e assoli  di chitarra acustica e fisarmonica, The king of all winds, brano scuro,  elegiaco  e deliziosamente  folk (minimale). 

E’ un buon inizio, l’artista ha talento,  le carte in regola, le giuste ambizioni e le idee chiare  per ulteriori futuri positivi sviluppi ed ulteriori crescite.

Track List

  • Where did you go
  • Love Love Love
  • Io re di me
  • Neda
  • I wanna hold your hands
  • Life show
  • Mary
  • Just one kiss
  • The king of all winds