La luce nelle nuvole<small></small>
Italiana − Alternative − synth-pop, songwriting, elettronica, indie-pop, indie-rock

Paolo Cattaneo

La luce nelle nuvole

2013 - Eclectic Circus/Master Music
03/10/2013 - di
Ci sono un’intima grazia ed armonia a reggere la compresenza e l’indispensabile complementarietà dei contrasti nell’anima del mondo; analogamente sono il senso della misura, della bellezza e dell’eleganza a combinare sonorità, generi e mondi musicali, atmosfere e sfumature differenti nel nuovo album di Paolo Cattaneo, La luce nelle nuvole, come in bouquet di fiori, ciascuno con i propri petali, profumi  e colori delicati oppure intensi.

L’artista bresciano, al suo quarto lp (terzo se si omette l’esordio L’anima del cipresso del 1995 e si conta a partire dal primo disco ufficiale, L’equilibrio non basta, 2007), che esce due anni dopo l’ep Il gioco, ci regala allora un catalogo di stati d’animo differenti, vestiti adeguatamente da suoni diversi.

Ecco allora che il primo singolo, L’innocenza, è immerso in un synth-pop che sfodera levità affilata e raffinata di suoni anni ’80, tra bassi affascinanti e una riflessione giocosa sulla ricerca di purezza, gioia e tesori d’amore. Suoni sintetici più liquidi e carezzevoli animano invece Ammirazioni folli e corredano la storia di una sfuggente donna ammaliatrice, che sembra la spia di qualche pellicola hollywoodiana, nel contesto degli “inermi” eroi tornati impolverati dal fronte, oppure l’incarnazione di un ideale ambiguo e ballerino da adorare e per cui sacrificarsi vanamente.

Non manca il suono minimale, profondo e caldo di un pianoforte quasi classico, affidato ad Oscar Del Barba, a materiare di sé la breve, ottima Non ho rabbia non ho pietà, istantanea delle sensazioni che seguono una rottura, dalla percezione dello spreco di sogni “strappati” alla perdita di metà di sé stessi, dai tagli che sanguinano e cancellano anche i ricordi e da una “prospettiva di crudeltà”, che spalma l’unguento dell’indifferenza sulle ferite, fino alla ricerca tra le nuvole di nuova luce da bere.

Una piccola sinfonia rarefatta orchestra e rievoca tra fiati, archi e la batteria di Dario Dassenno degli Aucan la magia di un passato a due, sfiorito, eppure vivo tra gli incanti profumati di un nuovo incontro (Come per miracolo), mentre magnetica appare Mi aspetto di tutto, duetto con Lele Battista che avvolge tra le sue spire grazie alle chitarre, gli inserti di fisarmonica e la combinazione vintage ed ammaliante di wurlitzer, armonium e rhodes di Fidel Fogaroli (già al fianco, tra gli altri, di Verdena, Evasio Muraro e Giancarlo Onorato).

Tarda pure, che porta l’inconfondibile marchio della produzione di Riccardo Sinigallia, intesse nei colori teneri del piano elettrico i pensieri assaporati in bocca nell’attesa dell’arrivo dell’amata e mai pronunciati, tra slanci emozionali/emozionati e paure del futuro. Tra il miglior cantautorato sintetico italico (da Battisti a Lele Battista) e l’allure dell’art-rock in odore new-romantic dei Roxy Music sembrano muoversi invece Roma Milano e i destini incerti e faticosi dei pendolari.

Handclapping, fiati jazzati e acuti infiorettati della voce di Cattaneo, che offre in tutto il disco interpretazioni di intima concentrazione e grande fascino, tramano la nuova versione del brano del 2007 Col mio ritmo e ne scandiscono l’aspirazione a una comunione di respiri all’unisono; accorata e quasi toccante risulta infine la cover de Le tue ali di Mario Lavezzi, che si fa preghiera pulsante contro i demoni da sconfiggere, ammantata di un sound sottile e morbido come un abito di velo, dato che l’arrangiamento riesce a sottrarre peso e rendere etereo e lieve il tessuto composto da elettronica, cori, chitarre evanescenti, sospiri di fiati e archi solenni e malinconici.

C’è una cura pregevolissima nella scelta e nell’amalgama dei ventidue musicisti e ospiti provenienti da scene differenti, nell’alchimia di suoni registrati ciascuno negli studi più adatti a cogliere echi e risonanze preziose e arrangiati dallo stesso Paolo con Stefano Clessi di Eclectic Circus e Matteo Cantaluppi (musicista, produttore, ingegnere del suono già al fianco di nomi come Artemoltobuffa, Babalot, Blume, Canadians, Carpacho!, Edipo, Lava Lava Love, Paletti, Orange, ecc.). Il risultato lascia il segno e a tratti abbaglia nel suo rifinito, intimo splendore: schiude musica di qualità elaborata con pazienza e fantasia da chi non dimentica il dovere di un artista di creare trame musicali dotate di fresca bellezza, oltre a condensare e narrare storie ed emozioni nelle parole; inoltre il disco possiede una delicatezza di suoni sopraffina, spesso molto ispirata, sempre, ormai, più originale e personale. 

Track List

  • L’innocenza
  • Mi aspetto di tutto (featuring Lele Battista)
  • Le tue ali (O. Avogadro, M. Lavezzi)
  • Come per miracolo
  • Col mio ritmo
  • Tarda pure
  • Roma Milano
  • Ammirazioni folli
  • Non ho rabbia non ho pietà