People Problems<small></small>
Rock Internazionale − Alternative − Indie-pop

Oh No Oh My

People Problems

2011 - moelleux records
13/05/2011 - di
I fan dell´indie-pop americano che strizza l´occhio sia ai ´60 che al folk tradizionale non rimarranno delusi dal secondo album degli Oh No Oh My, People problems, il primo prodotto da un´etichetta indipendente importante, la parigina Moelleux records (Hypo & ADK).
Il disco d´esordio, poco più di un ep autoprodotto avente lo stesso nome del gruppo, risale infatti al 2006 e nonostante i pochi mezzi a disposizione fa sperare in bene: buoni pezzi rock con timidi ammiccamenti all´uso (indovinato) dell´elettronica.

Sulle scene dal 2004, gli Oh No Oh My sono stati consacrati da Pitchfork come una delle più interessanti band sulla scena alternative americana e hanno in curriculum una partecipazione al Lollapaolooza quando erano poco più che esordienti.
Nonostante le entusiasmanti premesse, People problems non osa niente di nuovo: è come se gli Strokes viaggiassero nel tempo fino a incontrare i Beach Boys prima della svolta progressive, accompagnati dai Counting Crows e con il fantasma di Robert Smith che aleggia.
Si passa così da brani dal gusto decisamente folk come You were right, No time for talk e Circles and carousels a pezzi che pur essendo più ritmati e dal gusto più moderno mantengono il sound nostalgico malinconico che avvolge tutto l´album (Walking into me, Not the one), qua e là profusione di falsetti (I don´t know) ed echi new wave (Brains).
Brani molto intimisti, "da cameretta", per quanto riguarda i testi, per lo più canzoni che parlano d´amore nella sua quotidianeità fatta di discussioni e riappacificazioni (So I took you), ma anche di passione intensa (There will be bones), di solitudine e ricordi nostalgici del tempo passato.

Da sottolineare che il quartetto di Austin è composto da polistrumentisti, ogni componente è in grado di suonare chitarre, banjo, pianoforte e percussioni con ottimi risultati e gli arrangiamenti del disco nel complesso ne giovano: i suoni sono classici, ma mai retorici, mai una tastiera fuori posto, mai abusi nell´uso dei pedali, ogni cosa è esattamente dove dovrebbere essere.

In definitiva sembra quasi che gli Oh No Oh my non abbiano le idee molto chiare su cosa fare "da grandi": se prendere la strada del indie-folk made in USA, versante Eels per esempio, o virare verso suoni più brit-pop in compagnia di Death cab for cutie e Belle and Sebastian.

Track List

  • Walking into me
  • You were right
  • Again again
  • No time for talk
  • I don´t know
  • So I took you
  • Brains
  • Not the one
  • There will be bones
  • Should not have come to this
  • Circles and carousels
  • Summerdays