The sound of the crash<small></small>
− Cantautore, Americana

Nolan Mckelvey

The sound of the crash

2008 - Self released
11/06/2008 - di
Nella giungla affollata dei nuovi outsiders o dreamers dell’America di provincia, Nolan McKelvey non passa inosservato e lo si era capito già nei due precedenti lavori (“After The Roses” del 2005 e “Modern Times” del 2006) che ne denotavano una crescente immaginazione che “deviava” dalle consuete arature folk-looner. Dopo i trascorsi discografici con la sua country-rock band 33, la vena compositiva di McKelvey prende una nuova piega, si apre a nuove prospettive pur mantenendo lo spirito agrette folk della sua terra, e in questo suo nuovo disco, il primo a suo nome, lascia fluire il pop-rock come acqua rigenerante tra zolle disidratate, con una leggera elettricità ad ammorbidire e nel contempo irrobustire dolci ballate e fast-running da highways.
L’album è piacevole, scorre tra vento e asprezze, che fanno apprezzare questo artista non tanto per “chissà cosa ci trovi dentro” quanto piuttosto per un songwriting panoramico d’oltreoceano che non si aggrappa agli insegnamenti liturgici Dylaniani, (anche se di debiti remissori se ne colgono lungo la strada delle dieci takes).
Si sente una forte personalità compositiva che non fa mistero di percorrere - avanti o a ritroso- certe dissolvenze di Mellencamp e Tom Petty in “Michigan”, l’easy sprint di Jackson Browne o dei Jayhawks in “I can’t disguise”, un Ryan Adams in “Weathervane” o “Perfect Crime” oppure Emmylou Harris piuttosto che Tracy Chapman degli esordi in “A ripple on the water”.
Bassista nel gruppo bluegrass di Boston, i Benders, McKelvey, già collaboratore di Kris Delmhorst, Dana Colley e Levon Helm, dà alle stampe questo “The Sound Of The Crash” in un momento di creatività personale che esplode in un prodotto che, senza virtù guaritrici, lenisce e solleva l’ossidato ascolto di tanti “kid musicians” che odorano di new-folk. Un disco che, lavorato dalle chitarre di Jeff Lusby e dal wurlitzer di Mike Seitz, predispone a stati di tranquillità, pacatezza, in un sincero ritrovar se stessi sotto un virtuale cielo terso del Massachusetts.

Track List

  • Michigan|
  • I can’t disguise|
  • The decider|
  • The perfect crime|
  • Twilight|
  • Weathervane|
  • A ripple on the water|
  • Now that I found you|
  • Dust bowl blues|
  • Fallen star