Opposites<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz

Nico Gori Sea Side Quartet

Opposites

2017 - Philology / IRD
21/05/2017 - di
È un progetto ricco di spunti questo Opposites, più di due ore e mezza di musica dove il jazzista fiorentino Nico Gori racconta le sue diverse anime e mette in fila tutte le sue influenze. “Tanta roba” direbbero i ragazzi d`oggi o gli adulti assuefatti al linguaggio da social, ma qui l`espressione ci sta tutta perchè sintetizza al meglio la varietà di umori, la quantità di omaggi ai maestri e l`abbondanza di voci strumentali del disco. Gori ha già dietro di sé una carriera lunga e di prestigio, di cui tutti ricordano le collaborazioni con Stefano Bollani, a partire dallo spumeggiante ed eterogeneo ensemble dei Visionari (2006), ma che conta anche altri highlights forse meno conosciuti, come il suo ruolo da solista nella prestigiosa Vienna Art Orchestra (2006-08) o il lavoro con il pianista Fred Hersch (Da Vinci, 2012). Del jazzista italiano più noto tra i non jazzofili, ormai debordante in ogni campo, condivide l`approccio aperto e poco accademico che lo ha portato a sperimentare contesti molto diversi, dai piccoli combo alle orchestre, dall`accompagnamento delle voci al “decetto” tutto swing anni Trenta e ballo dei PisaJazz Swing 10tet. Lo studio del clarinetto ha fatto da apripista verso una sempre più sicura familiarità con tutta la famiglia dei sassofoni e la sfida della composizione.

Per Opposites, registrato in due sole sessioni, la scelta è quella di una partizione netta, insita già nel titolo, tra le ballate che occupano tutto il primo cd e i tempi più veloci (“fire & flames”) che invece caratterizzano il secondo. Due facce distinte per un solo quartetto, il Sea Side Quartet, cresciuto provando insieme in riva al mare, sulla costa livornese. Gori alterna standard e cinque brani originali e soprattutto si muove instancabile tra un fiato e l`altro, affiancando al predominante clarinetto anche il clarinetto basso e i sassofoni contralto, tenore e soprano. Una scelta inconsueta, coraggiosa, da artista e polistrumentista a tutto tondo, che sicuramente rappresenta l`attrattiva principale del disco e si inserisce in un contesto musicale tradizionale, da formazione bop e hard bop. E sicuramente la brezza del Tirreno ha effetti benefici, perchè l`intesa tra i quattro è fluidissima e i passaggi tra un assolo e l`altro si sviluppano con una naturalezza che stupisce, soprattutto quando il piano del bravissimo Piero Frassi si innesta al millimetro sulle performance di Gori.

Il “concentrato” di Ballads del primo cd distilla melodie ma la rilassatezza dei pezzi è delicatamente contrastata dal pulsare della sezione ritmica, sornione e discreto ma sempre presente. Come nella languida A Little Song For You, venata di tinte sudamericane e punteggiata dall`incedere incessante della batteria (Vladimiro Carboni) e del basso (Nino Pellegrini). È uno dei brani originali di Opposites insieme a Dexter, dove Gori si sposta dal sax alto al tenore, e Belzebù: le tre tracce si richiamano molto da vicino e si rivelano debitrici, nella sonorità, a Gordon (il Dexter è ovviamente lui) e a Gato Barbieri. Un corposo omaggio è tributato a Thelonious Monk, di cui sono presenti Reflections, proposta mettendo in primo piano la dolcezza del tema più che le asperità dei contorni, e Ask Me Now, dove il clarinetto sembra allinearsi al meglio alle geniali ambiguità dello stile dell`inarrivabile pianista.

Sul versante dei Fire and Flames (cd 2) un altro cripto-omaggio è Melodious Thonk (titolo azzeccatissino), “bigino” monkiano condensato in tre minuti, a velocità supersonica, che fa il paio con Subconscious-Lee (Lee Konitz-Lennie Tristano), sviscerata in perfetta solitudine al clarinetto basso: la rapidità e la tecnica contrastano efficacemente con l`affascinante e insopprimibile sonorità legnosa dello strumento, difficile da contenere. Dall`omonimo disco di Konitz, registrato tra il 1949-50, è ripresa anche Marshmellow, scritta dal tenorista Warne Marsh, e Gori si mette a metà strada tra i due maestri, perfettamente a suo agio in un pezzo a dinamiche altissime. C`è spazio anche per respirare un po` funk-rock nella davisiana Seven Steps To Heaven, e l`attacco di basso e batteria non lascia dubbi in questo senso: il brano è del 1963 ma è riletto alla luce del percorso successivo di Miles e inserisce nello swing originale i ritmi e gli stacchi della fase elettronica del trombettista. Un grosso contributo lo dà la voce concitata e straripante del sax soprano, di cui Gori si dimostra ottimo interprete. Invitation, solidamente introdotta dai tamburi della batteria e basata su un serrato ritmo latino, ne è un efficace esempio: una progressione esaltante - forse la più bella delle 17 tracce - dove il quartetto dà il meglio di sé cavalcando la spinta della sezione ritmica con assoli spumeggianti (sax soprano più pianoforte), chiusa dall`eco prolungato delle ultime note del piano.

 

Track List

  • Cd 1-BALLADS
  • Reflections
  • The Swan
  • Dexter
  • A Little Song For You
  • Ask Me Now
  • Darn That Dream
  • Belzeb├╣
  • The Gipsy
  • CD 2-FIRE & FLAMES
  • Without A Song
  • Fluk
  • Invitation
  • It`s You Or No One
  • Melodious Thonk
  • Subconscious-Lee
  • Marshmellow
  • Seven Steps To Heaven
  • Del Sasser