Groovin’ high<small></small>
− Italiana, Jazz

Nico Gori 4et

Groovin’ high

2004 - PHILOLOGY
13/05/2005 - di
“Certi capivano il jazz…” diceva Conte in una sua canzone e, a detta di Stefano Bollani, a cui sono affidate le note del disco, Nico Gori è uno di quelli.
Lo è da tempo, perlomeno da quando entrambi frequentavano il conservatorio “Cherubini” di Firenze e, quando capitava, scambiavano volentieri due parole a proposito di questa comune passione. Anni dopo si sono trovato a far parte di uno stesso quintetto jazz.
In questo disco d’esordio per il Nico Gori 4et Bollani non compare tra i musicisti. Più precisamente il progetto nasce da Gori e da Ellade Bandini che si trovano a dividere il palco durante la tournee della Oxa e dopo i concerti proseguono con session tutte loro basate su standard ed improvvisazione.
Per la scelta degli altri componenti, l’esigenza era quella di portare avanti lo spirito, in qualche modo anche ludico, che aveva caratterizzato la nascita dell’idea di un gruppo. Le parole d’ordine sarebbero dovute essere feeling e sound.
Così ecco arrivare alla chitarra Sandro Gibellini, componente fondamentale per questo disco swing, ed al contrabbasso Massimo Moriconi, che proviene da una formazione simile a quella di Bandini fatta di pop e funky e dalla condiviosione già di alcuni progetti.
“Groovin’ High” ci porta indietro di anni, sul finire degli anni trenta, quando il jazz entra in crisi. Una crisi difficile da superare che coinvolse tutti i centri nevralgici dove in quegli anni pulsava jazz. Il 1929 non fece che peggiorare le cose, gli anni dei locali dove suonare sembravano solo un triste e recente ricordo. I night club preferivano risparmiare e buttarsi sulla musica riprodotta. Il periodo aureo per Chicago era finito da tempo, ma non solo, Chicago era anche la città più disastrata economicamente di tutti gli States. Alcuni avevano ancora voglia di divertirsi, così l’unico locale a resistere fu l’elegante Grand Terrance dove regnava l’orchestra di Hines. Gente come Goodman e Krupa andarono nella “grande mela” in cerca di lavoro. Jelly Roll Morton si dice fu costretto a vendere i sui brillanti ed Ellington seguì l’esempio di Armostrong e cercò in Europa pubblico plaudente. Ma ecco una luce fra il 1935 ed il 1945, ecco farsi strada lo swing, un jazz elastico, reso decisamente più fluido, ballabile, coinvolgente e trascinante segno della ripresa. Musica che alcuni avevano già ascoltato da Basie ma che ora è marcatamente bianco. Ad infiammare la swing craze fu Goodman, divinamente ripreso in questo disco insieme a Christian, Waller e Gershwin.
Gori soffia magnificamente nel clarinetto come nei sassofoni muovendosi bene sugli standard e sui suoi pezzi, insieme al resto della band.
Particolarmente affascinante è il duetto con Renato Sellani, decano dei pianisti jazz, su “A Child Was Born”.

Track List

  • Look for the Silver Lining|
  • Seven come Eleven|
  • Jitteburg Waltz|
  • Belzebù|
  • Air Mail Special|
  • Lullaby of the Leaves|
  • Fluk|
  • What a Wonderful World|
  • A Child is Born|
  • But Not For Me|
  • Boo Boo Blues