
Nickel Creek Celebrants
2023 - REPAIR RECORDS / THIRTY TIGERS (distr. Goodfellas)
La band è composta unicamente da tre membri: Chris Thile (voce, mandolino, bouzouki, mandola, chitarra), Sara Watkins (voce, violino, ukelele) e suo fratello Sean Watkins (voce e chitarra). Attivi dal 1989 al 2007, dopo una lunga pausa sono di nuovo “on the road” dal 2014 ad oggi.
I Nickel Creek hanno sicuramente rivoluzionato il bluegrass e il folk nei primi anni 2000 aprendo e inaugurando una nuova era di quello che ora viene comunemente chiamato Americana. Oltre a una manciata di singoli (dieci tra il 2001 e il 2023) e sei album pubblicati tra il 1993 e il 2014, incidono un album dal vivo Live From The Fox Theater il 19 maggio 2014 ad Oakland, California, ma pubblicato solamente nel 2021 (vinile verde).
Dopo i primi album ufficiali, sembrano siano passati dal bluegrass moderno, con l’aggiunta di elementi indie-rock, a incidere e produrre cover di brani di Radiohead, Pavement, Elliot Smith, Jackson Five, Bob Dylan, When You Come Back Down, composta da Tim O’Brien e Danny O’ Keefe (nell’album Nickel Creek del 2000), ma anche Toxic di Britney Spears (da lei pubblicata come singolo nel 2004), canzone diventata una delle preferite dal pubblico dei loro concerti.
Il loro brano Destination dall’album A Dotted Line è stato invece usato nella serie Netflix intitolata “Sweet Magnolias”. Christopher Scott Thile è un musicista, compositore, strumentista, conduttore radiofonico di spicco, nato il 20 febbraio 1981 a Oceanside, situata nella Contea di San Diego, California. Da sempre proporre con i Nickel Creek, i Punch Brothers (con 4 all’album all’attivo) ed un paio di dischi da solista un ibrido e un poutpourri di bluegrass, progressive bluegrass, country, folk e classical jazz.
La band è tuttora attiva e pubblica un nuovo disco intitolato Celebrants disponibile in vinile (1 LP), ma anche in edizione limitata in vinile giallo (doppio LP) e in compact-disc. 18 brani in totale, di cui due strumentali: Going Out e Despite The Weather.
Il nuovo album è inciso allo Studio A della RCA a Nashville, registrato, prodotto e mixato da Eric Valentine (già produttore di Queens of the Stone Age, Grace Potter, Weezer) e che aveva già prodotto i loro precedenti Why Should The Fire Die? del 2005 e A Dotted Line del 2014. Oltre al trio ufficiale, in Celebrants è stato aggiunto il basso (e la voce bassa) di Mike Elizondo che completa e perfeziona il brillante sound della band californiana. Celebrants presentato in una confezione lussuosa e con un libretto contenente i testi vede unicamente loro composizioni, soprattutto con Chris Thile in prima fila ma con gli stessi Sean Watkins, Sara Watkins e Mike Elizondo a firmare assieme tutti i brani.
Alcuni pezzi sono assai brevi, come Water Under The Bridge Part 1 (1.09) e Water Under The Bridge Part 2 (1.04), così come Goddamned Saint, Reprise (0.51); altri assai più lunghi e con la conclusiva Failure Isn’t Forever di cinque minuti.
Where The Long Line Leads spicca sulle altre per la voce solista di Sara Watkins (voce e violino al tempo stesso) a ricordare certe sonorità di Donna The Buffalo e la violinista Tara Nevins.
Chris Thile è un maestro, un mago del mandolino, come dimostra in Strangers, in cui agli strumenti vengono aggiunte le loro voci corali, davvero raffinate ed efficaci. Water Under The Bridge Part 1 ha invece sonorità più dissonanti.
Un disco che riflette le contraddizioni e le frizioni nella vita quotidiana. Il progetto parte con semplici armonizzazioni, ma si consolida e finisce per passare da continue dissonanze, grandi virtuosismi strumentali, ritmi serrati unplugged, voci all’unisono e sonorità complesse.