Love in a Dying World<small></small>
Italiana − Rock

Nero Kane

Love in a Dying World

2018 - American Primitive
21/12/2018 - di
Sono stati molti i gruppi e gli artisti che nella storia della musica rock sono stati affascinati dagli spazi profondi e immensi che da sempre offre il deserto, in particolare quello immortalato in centinaia di pellicole Made in Usa che hanno reso indimenticabili location come la celebre Monument Valley dell`Arizona. Ci piace citare almeno per una volta una band che non ha avuto la fortuna che avrebbe meritato, i grandissimi californiani Thin White Rope che non casualmente aprivano il loro primo album con un pezzo chiamato Down in the Desert. Parlando di cose di casa nostra è di Marco Mezzadri, alias Nero Kane, che dobbiamo narrarvi. Pure lui è rimasto abbagliato dalle magiche distese desertiche che gli States amano regalarci e dopo un viaggio, trip sarebbe quasi più corretto chiamarlo, in quelle lande sconfinate stavolta californiane, ha deciso che sarebbero stata quella la location perfetta per impostare il suo nuovo lavoro, primo a nome Nero Kane in realtà secondo episodio a seguire l`ottimo Lust Soul, col solo moniker Nero, di due anni fa.

Si tratta di un progetto a largo respiro, visto che prevede  anche uno splendido film sperimentale dall`artista visionaria oltre che performer, Samantha Stella, da sempre al fianco di Nero Kane e regista dei vari video che trovate in rete, piccole opere d`arte minimali. L`opera porta l`evocativo titolo di Love in a Dying World ed è stata inevitabilmente concepita in quel di Los Angeles avvalendosi delle prestazione del noto Joe Cardamone (The Icarus Line), già all’opera con artisti del calibro di Warren Ellis, Stooges e Jesus & Mary Chain.
A differenza del suo disco precedente qui i toni sono molto più rarefatti, minimali, Marco si accompagna con la sola chitarra e poco altro, mettendo ancora di più in risalto una voce tenebrosa però ideale per la narrazione dei dieci episodi nascosti fra questi solchi.
Con riferimento ad artisti contemporanei appare quanto meno logico accostare questo album alle recenti produzioni targate Mount Eerie, i suoi due ultimi dischi, A crow looked at me e Now Only hanno molto della drammaticità contenuta nel disco di Nero Kane sia pure per motivi differenti. Mentre il musicista di Washington ha subito un traumatico shock familiare i motivi che hanno spinto Mezzadri a fare questo album sono ben diversi.  Perfettamente normale anche un classico accostamento (vocale) a due artisti come Iggy Pop e Lou Reed che hanno influenzato e continuano a farlo generazioni di artisti di tutto il mondo.


L’opener Black Crows è indicativo in questo senso, cadenze lugubri e spettrali, sembra davvero che i corvi stiano calando a fiotti nel deserto per azzannare la preda ormai indifesa, così come l’altrettanto drammatica Desert Soul, altra perfetta cartolina di lande assolate prive di qualsiasi forma umana. Magnifico l’abbinamento con il video che è uscito come secondo capitolo di una sequenza di dieci episodi atti a ricomporre il puzzle che ha generato l’intera opera. Le bellissime sequenze cinematografiche di Samantha Stella, a sua volta seducente protagonista del terzo capitolo della storia chiamato Living on the Edge of the Night , amplificano se possibile ancora di più il tono angoscioso e disperato di un disco che va ascoltato giocoforza in contemporanea con il film, lavoro che già è stato presentato nel mese di Ottobre e seguirà il suo percorso in musei e gallerie a giro per la penisola. Scene di motel e edifici abbandonati, vegetazioni morenti e oggetti perduti nel terreno, un modo di intendere la narrazione cinematografica che più che a certe proposte furbe e di maniera come quelle di Rodriguez o Tarantino rimandano a un cinema più d’elite come quello  che ritroviamo nelle sequenze desertiche ad ampio respiro dell’Antonioni di Zabriskie Point o quelle viste nel film El Topo del cileno Alexander Jodorowski.
Il termine visionario si adatta alla perfezione alla proposta di Samantha Stella che con questo  Love in a Dying World porta a maturazione il suo status di filmaker d’avanguardia rendendola capace di regalarci in futuro altre opere concepite con la stessa lucida ispirazione che ha reso possibile questa. La cosa più sorprendente che riguarda i due nostri protagonisti è che due personaggi di stampo tipicamente europeo abbiano sposato una cultura come quella a stelle e strisce tradizionalmente chiusa e restia ad aperture e interferenze esterne.


Tornando a getto alla musica di questo che in fondo è un soundtrack non vi affannate a cercare qualcosa che sfugga al concetto di minimale e rarefatto, se avete domestichezza con queste sonorità allora ben vengano tracce come Dream Dream e Eleanor, quest’ultima è forse l’unica traccia che esula dal filo conduttore di tutto il disco presentando un minimo accenno di strumentazione quantomeno più ricca.
Molto suggestivo il finale con la title track Love in a Dying World, uno strumentale di 5 minuti che se non fosse per un approccio chitarristico differente potrebbe rimandare al mai dimenticato Neil Young del soundtrack di Dead Man di Jim Jarmusch.
Lo spassionato consiglio per l’approccio corretto ad un opera simile è di aspettare che dalle vostre parti passi in rassegna il film, in alternativa potete rimediare con i video che trovate in rete sui consueti canali anche se a livello di godimento siamo lontani dalla classica proiezione su grande schermo. Ma la cosa più importante è non ignorare un lavoro simile, davvero una mosca bianca nel panorama nostrano, una proposta musicale coraggiosa  che raramente ci è capitato di ascoltare nel recente passato.

Track List

  • Black Crows
  • Desert Soul
  • Living On The Edge Of The Night
  • I Put A Spell On You
  • Now The Day Is Over
  • Because I Knew Not When My Life Was Good
  • Dream Dream
  • Eleonor
  • So Sad
  • Love In A Dying World