Sunday shoes<small></small>
− Cantautore, Folk

Nels Andrews

Sunday shoes

2004 - LITTLE KISS RECORDS
18/11/2004 - di
Le scarpe che vedete in copertina al disco d’esordio di Nels Andrews sono un modello di qualche anno fa: “Sunday shoes”, scarpe della domenica, le chiama lui, ma si direbbe che questo cantautore americano le abbia indossate ben più di un giorno alla settimana, almeno dal grado di consumo che dimostrano. Così come sono, lasciate sulla soglia di casa, potrebbero essere reduci da un lungo viaggio oppure in attesa del successivo: di certo il loro proprietario non le indossa per andare in chiesa o per uscire a divertirsi quando è festa.
Lo stesso si potrebbe dire di queste dieci canzoni, che non appartengono alla borghesia del rock americano: ballate umili, tutt’altro che tirate a lucido. È una musica folk, impregnata di polvere, sporcata di un’esperienza da poveri cristi: Andrews ha alle spalle una storia di lavoro prima nei porti dell’Alaska, poi nelle piantagioni del South Dakota per arrivare infine nel New Mexico, ad Albuquerque. Sembrerebbe il percorso di un ennesimo new hobo, ma l’intento non è quello di seguire la via di illustri predecessori, così come non è quello di rispondere alle direzioni di settore dell’american music.
Lo scopo di queste canzoni è di essere suonate per quello che sono, di dare ogni volta vita a quelle storie e ai paesaggi che si portano dentro: proprio come quelle scarpe sono contenitori di un’anima che attende solo di essere calzata per tornare a camminare.
Quasi stonano i riconoscimenti ottenuti dal loro possessore, vincitore del Kerrville Folk Festival nel 2002 e ora stabile nelle classifiche di roots/americana. Stonano perché Nels Andrews canta e suona come un loner, come uno di quegli artisti che siamo abituati a vedere relegati ai margini per una vita prima di ottenere un minimo di esposizione; stonano perché Nels è quel tipo di artista, maturo e vissuto, con una scarnezza e con un peso che non sono da esoridiente, in bilico tra Neal Casal e Mark Olson.
Ad accompagnarlo ci sono gli El Paso Eyepatch: le chitarre di Jeffrey Richards e le seconde voci di Michelle Collins soprattutto, e la presenza della fisarmonica di Brett Sparks della Handsome Family.
“Sunday shoes” vive di canzoni desertiche e di cittadine inerti, ma si distacca sensibilmente dalla solita atmosfera epica da border, proprio per la coscienza e lo spirito dimesso con cui affronta la provincia americana: “Jesse’s mom” avrebbe potuto essere su “The ghost of Tom Joad” di Springsteen per come voce e strumenti sono attraversati da un alito di vita mancata, lo stesso che soffia con una tromba in “Lilli Marlene” o che lascia un sapore rancido con la chitarra elettrica di “Denim scarecrow”.
E se alcune tracce peccano di immobilità, è perché Nels Andrews ha individuato il paesaggio ideale su cui fermare il suo sguardo: non è cosa da poco esserci arrivato al primo disco, in mezzo agli ampi spazi della provincia americana, con un solo paio di scarpe.

Track List

  • Central Avenue romance|
  • Weight|
  • Jesse’s mom|
  • Broken conversation|
  • Milk and honey|
  • Lilli Marlene|
  • Meadowlake|
  • Denim scarecrow|
  • Petal to a bee|
  • Big oaks sway

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