Twenty year blues<small></small>
− Americana

Nashville Bluegrass Band

Twenty year blues

2004 - Sugar Hill Records
16/09/2004 - di
Annus Domini 2004: i Nashville Bluegrass Band celebrano i loro vent´anni d´esistenza con un´opera rievocativa e contemporanea allo tempo stesso. Ci sono voluti sei lunghi anni e mille vicissitudini: buone come la vincita di alcuni Grammy Awards e dischi di platino, cattive come separazioni o peggio morte di familiari, per vedere girare nei nostri lettori un nuovo album della band del Tennessee. "Qualcuno nel frattempo se ne è andato" è vero, non serve cantarle le cose per esorcizzarle, facendo in modo che non accadano, altri hanno vissuto mille avventure - (come performer dei "The Soggy Bottom Boys" nella s.t del film dei Coen o musicare film assieme a Johnny Cash): oggi i cinque ragazzi si ripresentano più in forma di prima come una nuova famiglia allargata. Lo avevamo già scoperto che la gente di quelle parti ha una mentalità tutt´altro che chiusa, viaggiano molto, un tempo erano costretti dalla vita, oggi più per motivi artistici, sta di fatto che il viaggio e il ritorno a casa sono romantici cliché da raccontare nelle proprie canzoni: ed eccoli re-interpretare divinamente un classico strumentale di Bill Monroe "Crossing The Cumberlands", così come il tradizionale bluegrass di "Travellin´ Railroad Man Blues" (spicca l’assolo di contrabbasso blues suonato dalla new entry Dennis Crouch) che esprime nelle sue note i sentimenti che portarono Pat Enright (voce e chitarra) Alan O´ Bryant (Banjo back vocal) e Mike Compton (mandolino e missisipi look) a fondare il combo nel lontano 1984.
Oltre che ad affondare le radici nel bluegrass il disco è imbevuto di una profonda anima blues-old time: "Sitting On The Top Of The World" nasce sotto il portico di una casa di campagna, del resto lo stesso O´ Bryant ammette che è il panorama di cui gode seduto alla sua finestra a stimolare più di tutto le sue ispirazioni. E come dargli torto: a questo punto immaginare anche Compton che impara a suonare il mandolino dal suo boss dopo il lavoro in fattoria, ci rende facile la lettura di questo straordinario quadretto folk. I cinque danno prova di essere degli artisti completi: in "Hush" confezionano un gospel a cappella da brivido, ognuno secondo la propria tonalità. O´ Bryant è voce solista nella storia cantata di "There´s a Better Way" che unita alla stupenda ballata "Gambling Baroom Blues" rappresenta la giusta dose moderna di tutto il disco, ben sposata con la componente più vintage degli strumenti pizzicati.
Sono tante le vicende che il quintetto ci racconta, sono sempre le stesse che girano da una vita a riempire le note di questa musica, ma sono testimonianza importante di uno stile di vita semplice che aiuta a guardare oltre la nostra vita frenetica. L´etichetta di Nashville ci dà un´ulteriore occasione per approfondire il bluegrass come aveva fatto poco tempo fa con la raccolta " Sixteen Grand Slams", entrambi ottimi approcci a questa musica.

Track List

  • Blackberry Blossom |
  • Travelin´ Railroad Man Blues |
  • That´s All Right |
  • Old Riverman |
  • Pretty Red Lips|
  • Sitting On Top Of The World |
  • Luckiest Man Alive |
  • Hush (Somebody´s Callin´ My Name) |
  • Gambling Barroom Blues |
  • There´s A Better Way |
  • Rockin´ Chair Money |
  • Crossing The Cumberlands