Viaggio di ritorno<small></small>
Emergenti − Songwriting − pop, post-pop, experimental

Nagaila

Viaggio di ritorno

2012 - Ulula Records
14/10/2012 - di
NAGAILA: UNA VOCE, TANTE VISIONI

In principio era Kate Bush. Una voce cristallina, che sembra uscita da un racconto di fate, e storie evocatrici, intense, echi letterari, esotismo, erotismo ed eccentricità. Poi, è stata la volta di Bjork, Tori Amos, e, in Italia, di Cristina Donà; cantautrici che dalla lezione della grande inglese hanno saputo catturare il meglio, per rielaborarlo con una cifra personale.

L’ultima generazione annovera cantanti dal vocalismo puro, versatile e jazzistico, come Petra Magoni, L’Aura, oppure Elisa, delle quali aspettiamo, con un misto fra scetticismo e fiducia, un’ulteriore evoluzione. Da qualche anno, però, si è affacciata sulla scena anche Nagaila, bergamasca di origine, ma cittadina del mondo, che ha voluto intitolare Viaggio di ritorno il suo ultimo lavoro, in omaggio alla sua  indole (“Viaggio di ritorno è una presa di coscienza della Fortuna della natura umana […] Il nuovo disco è dedicato a chi conosce la misura della propria fortuna e sa riscoprirne il senso. È un inno alla natura”, dice la cantautrice).

Ex corista di Baglioni, Nagaila ha lavorato con Renga e Zappatini, ma anche coi Verdena, il cui ex tastierista, Fidel Fogaroli, è una delle anime di Viaggio di ritorno; e le molteplici collaborazioni vissute nel corso degli anni convergono in questo ultimo lavoro, corposo, ricco di suggestioni, non tutte adeguatamente sviluppate, in bilico fra il bisogno di non essere etichettato (pop? Indie? “post pop lunare”, come lei stessa suggerisce?), e una coerenza che stenta a trovare il proprio  equilibrio.

Così, la scrittura delicata e introspettiva di alcuni brani (Il senso crea, oppure Cavalli bianchi) si alterna con quella più caotica di altri, in cui l’arrangiamento non è ben sorvegliato, e, pur senza nulla togliere alle doti vocali e musicali degli artisti coinvolti, produce un effetto a volte stridente.

Le intuizioni più felici si hanno quando Nagaila si fa condurre dalla melodia, costruendo vocalismi sottili e coinvolgenti, che si intrecciano felicemente con una struttura jazzistica più esplicita, anche se sul solco di una tradizione consolidata (come nella cover di My favorite things, sullo stile di Rita Marcotulli o della stessa Tori Amos).

L’ironica ghost track sembra scusarsi per tante promesse non ancora pienamente mantenute: se Nagaila fa parte della generazione che cantava Luis Miguel, allora potremmo concederle ancora qualche anno per focalizzare e centrare meglio i suoi obiettivi: ne ha le capacità.

Track List

  • Microbo
  • Nel posto segreto
  • Notte blu
  • Universo
  • Mal d’Africa
  • I cavalli e le sirene
  • My favorite things
  • Palla di vetro
  • Il senso crea