Tredici<small></small>
− Italiana, Punk

Mumble Rumble

Tredici

2008 - Latlantide/Emi
27/05/2008 - di
Punto di domanda: hard rock, metal o punk? Un consiglio: trattenete tra i denti la domanda! Queste bolognesi “capostipiti del female-rock italiano” riservano ancora “qualche buona goccia” di veleno da infischiarsene dei condotti dove farlo defluire, anche se, in tutta franchezza, il popolo rock oramai su questa tipologia venefica ha riversato ettolitri di antidoti, tali da infischiarsene a sua volta.
Rinnovate nella line-up originale, nella sonorità lirica, dopo “Kapow”del ‘94 e “RicordareDimenticare” del ‘99, tornano nella scena con “Tredici”, nuovissimo album per la bergamasca Latlantide.
Sono di nuovo qui. Del loro “ieri”: unica band femminile ad aver vinto (in assoluto nella storia del festival) Arezzo Wave ’93, infiniti tours, gruppo spalla a NOFX, Fugazi, Motorhead, F.F.F. Moving Target e Lunachicks, televisione e radio; dell’oggi una formazione ancora carica, con qualche anno in più e la grinta che basta per provare a lasciare di nuovo un segno sul muro dell’indifferenza alternative, muro refrattario o, se non proprio, diciamo in cerca di nuovi input di interesse (?).
Simona De Sanctis alla voce, Tiziana Govoni alla chitarra, Cristina Atzori alla batteria e Giulia Bottazzi al basso provo a rilanciare questo “Tredici” come virtuale “cappello occupa posto” per riconquistare quel podio female sfitto da tempo, e lo fanno con grande dispendio di distorsori, powerchords e schiribizzi punk (“Clematis”, “Dedicata. Specie”), abrasità di plettro metal ( “(On my ) skin”), “Rock waltz”, “Play Time”, in cui si esalta una vocalità a tratti gothic su una tastiera dal tocco prog. Con “Saved”, “The right choice”, “Respiro” ed Ora” si avverte la nuova navigazione sonora della band vira a sfere di lettura “pathos epic” che prende l’alto, che sonda un territorio fluttuante sopra i parsifaliani nembi dei Lacuna Coil e per andare oltre oceano gli Evanescence.
La prestanza d’impatto non è stata intaccata dagli anni silenti discografici, ma sebbene io nutra simpatie per le Mumble sin dai loro tempi d’oro, trovo questo “Tredici” , a ragion “sentita”, solo un bel “welcome por aficionados” e null’altro; un ottimo lavoro ma fuori tempo, che cade come una “potente ma vetusta meteorite” in un mare di “neutrini giovanili senza neuroni” e che troverà ospitalità forse in classificatori nicchianti di incrollabili amatori del genere.
Ma le Nostre non si arrendono e dichiarano guerra al vuoto che gigioneggia nel circuito nostrum, facendo venir voglia di spezzare di nuovo una lancia a loro favore sulla spinta di questo disco.

Track List

  • Saved|
  • Clematis|
  • The right choice|
  • Precious faces|
  • (On my) skin|
  • Rock waltz|
  • Playtime|
  • Dedicata|
  • Don’t cry|
  • Global war|
  • Respiro|
  • Ora|
  • Specie