Blue  Skies<small></small>
Americana • Country

Mountain Heart Blue Skies

2016 - Compass Records / IRD

08/09/2016 di Pietro Cozzi

#Mountain Heart#Americana#Country #Nashville #Grand Ole Opry #Allman Brothers #Josh Shilling #Molly Cherryholmes #Seth Taylor #Aaron Ramsey #Jeff Partin


La montagna nel cuore, e cieli azzurri del sud sopra la testa: titolo e copertina dell'ultimo disco dei Mountain Heart ispirerebbero un afflato “cosmico”. Nessun decollo in vista però, né eteree divagazioni o soffuse ballate davanti al fuoco. Perché questa band di Nashville, che dalla stretta osservanza dello stile bluegrass si è aperta a uno spettro ampio di ispirazioni, fa del ritmo e della costruzione di un suono acustico serrato ed energico il suo marchio di fabbrica. Poca filosofia e molto divertimento, anche se “drumless”, come nello strumentale The Bad Grounds, velocissimo e fitto di suoni, una delle curiosità di Blue Skies.

Mountain Heart più che il nome di un gruppo è l'etichetta di un progetto, se è vero che dall'anno di fondazione (1998) dei componenti iniziali non resta traccia, a conferma del fatto che – in musica come nella vita – le commistioni e le inclusioni (di nuovi compagni di viaggio, di stili, di ispirazioni...) migliorano lo stato delle cose e aiutano a crescere. La “versione 2016” è un quintetto capitanato da Josh Shilling (nei MH dal 2007), vocalist e autore di tutti i pezzi originali, e completato da Molly Cherryholmes (violino), Seth Taylor (chitarra elettrica), Aaron Ramsey (mandolino) e Jeff Partin (basso). Dopo That Just Happened (2010), ecco questo Blues Skies, 10 pezzi ben rifiniti e compattati in poco più di 40 minuti, dove la radice country si tinge di folk-rock, di blues, di gospel, di jazz. Esemplare in questo senso è la title track, che apre il disco con un'energica e piacevole spruzzata sudista: nei ricordi di Shilling, il brano durante le prime prove suonava alla orecchie dei suoi colleghi – tra il serio e il faceto – come una “finta cover” degli Allman Brothers. L'intreccio di chitarra acustica, violino, mandolino e pianoforte è la base su cui è costruito il suono, con limitati e concisi interventi della chitarra elettrica: un fondale solido ma tutt'altro che anonimo, dove i diversi strumenti rivelano di volta in volta una personalità ben definita. Nei pezzi migliori, si passano la mano come in una jam nel cortile di casa, senza però sproloquiare troppo. E la voce, capace di superare gli stereotipi del genere, aggiunge qua e là un po' di pop e easy listening al tutto.

Non mollano la presa, ascolto dopo ascolto, i pezzi dalle dinamiche più intense, e quelli dove la musica si arricchisce di qualche tonalità più scura. Miss Me When I'm Gone oscilla tra l'andamento bluesy delle strofe e l'appiglio più pop, inaspettato, del ritornello. Maggie's Farm, prova spinosa e piena di rischi, si rivela una cover nobilissima, affrontata con piglio bluegrass e arricchita da un bell'assolo di violino. La traccia più interessante ed elaborata è forse Have You Heard About The Old Hometown: gli intrecci vocali, la trame del violino e la slide sostengono una gospel song di grande intensità che narra il classico ritorno a casa di chi ha abbandonato la sua terra natìa per la grande città, e quando la ritrova gli sembra irrimediabilmente cambiata. Si viaggia invece a velocità sostenuta su I Can't Get Over You: i Mountain Heart ci danno dentro con il ritmo a colpi di piano e di swing. Se aggiungiamo un paio di intense ballate, dove il piede si alza per un po' dall'acceleratore, ecco che i cieli di Blue Skies si rivelano molto più variegati delle aspettative, ospitando una varietà di emozioni e ispirazioni che colpiscono nel segno.

 

Track List

  • Blue Skies
  • Miss Me When I`M Gone
  • Maggie`s Farm
  • No One To Listen
  • She`ll Come Back To Me
  • Addicted
  • The Bad Grounds
  • Have You Heard About The Old Hometown
  • I Cant` Get Over You
  • Hurting