Non al denaro, non all’amore nè al cielo<small></small>
− Americana, Cantautore

Morgan

Non al denaro, non all’amore nè al cielo

2005 - Mescal
31/05/2005 - di
Ho appreso la notizia dell’uscita di questo disco non senza rimanerne infastidito. Quando me lo sono trovato davanti l’ho lasciato decantare un paio di giorni, durante i quali mi sono dedicato all’ascolto dell’originale. L’idea che uno dei dischi fondamentali della storia della musica d’autore fosse stato interamente rifatto da Morgan non riusciva proprio a convincermi. Non trovavo una solo ragione perché tutto ciò potesse avere un senso. E nemmeno mi convincevano le spiegazioni dello stesso Morgan che spacciava questa lavoro come un remake di una grande opera. Ancor più imbarazzanti trovavo alcuni articoli che parlavano di questo album come di un episodio storico, unico per la musica italiana. Storico sarà tutto da dimostrare, che sia unico è invece assolutamente falso, visto che Mauro Pagani, con molti titoli in più dalla sua, ha rifatto pochi mesi fa “Crueza de mä”.
Benedetto da Dori Grezzi e Fernanda Pivano, incensato come un re da Fabio Fazio, Morgan, a suo agio sul trono televisivo, ha sviolinato a destra e manca tutto il suo amore per Fabrizio De Andrè, per Edgar Lee Master che, con la sua splendida raccolta di poesie “L’Antologia di Spoon River”, aveva ispirato quest’opera pubblicata nel 1971.
Insomma, alla fine ho inserito nel lettore cd l’opera di Morgan e le considerazioni emerse sono state fondamentalmente due. Il fatto che sia riuscito ad ascoltare queste canzoni cantate da Morgan, dimostra solo quanto erano belle le originali. E questa è la prima. La seconda considerazione è la seguente: per quanto nel suo appartamento Morgan abbia cercato di essere fedele al disco di Fabrizio de Andrè e, non dimentichiamolo, Nicola Piovani, la sua voce non è credibile. Quella di De Andrè era parte integrante di quel disco e trascinava alla perfezione ogni canzone. Sentire gli stessi brani senza la profondità vocale, il pathos narrativo di De Andrè, è tutta un’altra storia.
Musicalmente il lavoro è svolto bene, su questo nulla da eccepire. Ma cosa cerca Morgan? Vuole essere definitivamente sdoganato? Vuole una “laurea”? E diamogliela: dottore in canzoni d’autore. Così questo disco passerà alla storia (?) per quello che è: una bella tesi. E niente più.
Altro che remake, i registi hanno stravolto o rifatto opere cinematografiche meglio e peggio delle originali. Morgan, per fortuna, di suo ha aggiunto poco. Cosa si poteva aggiungere ad un disco perfetto? Ha mantenuto l’impianto barocco originale, ha campionato qualche suono, ha ritoccato qualche metafora. E alla fine? Ecco, qui sta il punto, il fastidio principale: Morgan sembra dire a tutti “Quanto sono bravo, che bel disco ho fatto, forse il mio più bello”. Con quella spocchia, almeno apparente, che non riesce a nascondere. Peccato, caro Morgan, che il disco non sia tuo.
E per mettere la ciliegina sulla torta minaccia di farne una versione in inglese. Ed io ancora a chiedermi il perché? Santo cielo, non è mica Leonard Cohen! Ce lo spiega lui il perchè: “A me piacerebbe uscire dai confini, perché penso che ci sarebbe più gente preparata per ascoltare quello che faccio".
Un grazie però, sia pure a denti stretti, glielo dobbiamo. Ha fatto in modo che si tornasse a parlare di un capolavoro. Chi già lo conosce corra a riascoltare il disco di Fabrizio De Andrè, chi invece ancora non lo possiede, se si salverà da fulmini e saette, corra a comprarlo. L’originale, mi raccomando.
Concludo con un terribile quesito che mi assilla da giorni. Non è che ora corriamo il rischio che Morgan scateni una moda ? Vi immaginate Pacifico che rifà “Radici” di Francesco Guccini e Bubola che ci regala “Ho visto anche degli zingari felici” di Claudio Lolli?

Track List

  • INIZIO|
  • DORMONO SULLA COLLINA|
  • UN MATTO|
  • UN GIUDICE|
  • UN BLASFEMO|
  • UN MALATO DI CUORE|
  • UN MEDICO|
  • UN CHIMICO|
  • UN OTTICO|
  • primo cliente|
  • secondo cliente|
  • terzo cliente|
  • quarto cliente|
  • IL SUONATORE JONES|
  • L´INVERNO DI VIVALDI|
  • FINE|
  • CODA

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