Monêtre<small></small>
Emergenti • Alternative

Monêtre Monêtre

2019 - Libellula Music/OuZeL/Marsiglia distr. Believe/Audioglobe

26/08/2020 di Arianna Marsico

#Monêtre#Emergenti#Alternative

Curiosa è la genesi di Monêtre omonimo disco di esordio della formazione spezzina. La suadente voce di Federica Tassano è stata aggiunta da New York, mentre Mauro Costagli (chitarra), Alessandro Zangani (basso) e Luca Schittzer (batteria) hanno registrato al Tabasco Studio di Sori (GE) con Nicola Sannino.

La cantante non nasconde gli iniziali timori su un tale modus operandi “Quando Ale mi ha fatto ascoltare i brani, chiedendomi se volevo cantarci su, ero molto scettica: il sound complesso, le chitarre, con i loro arpeggi e armonie, mi sembrava dessero già di per sé un senso alle canzoni; temevo anche che aggiungere le voci a distanza, lontana dal resto della band, sarebbe potuto risultare "forzato". All’inizio è stato piuttosto complicato e frustrante, poi però, una canzone dopo l’altra, ho cominciato a divertirmi e prendere gusto nel cercare soluzioni vocali semplici per brani complessi e sono contenta del risultato raggiunto”. Un brano come Edna dimostra però la buona riuscita dell’operazione.

Sul rock ricco di arpeggi della band si inserisce tra l’allegramente cantilenante e il morbido la voce di Federica.

Per non parlare della successiva Red Baloon, nata quasi come demo casalingo, che con incedere sognante mescola note ora leggere ora pensanti con parole inventate, con un effetto molto vicino ai Sigur Rós, solo più accessibile nelle sonorità.

Monêtre ha i suoi punti focali nel modo in cui la voce si incastra negli intarsi degli strumenti e nella maestria mai fine a sé stessa di questi ultimi. Mauro infatti racconta: “Il progetto Monêtre per me è nato dall’intenzione - direi quasi ossessione - di voler realizzare un album che riprendesse la purezza delle sonorità del decennio a cavallo dei Duemila in cui gli strumenti tradizionali del rock (chitarre, basso e batteria) hanno un gusto genuino, pochi effetti, e suonano con un’immediatezza che è difficile cogliere nei dischi molto prodotti. Volevo associare ritmiche per me più intriganti (i 7/4 e i suoi derivati), diverse per le chitarre, armonie il più possibile originali, senza rinnegare l’impronta grunge della mia formazione”.

Il risultato è un viaggio tra li elementi, amniotico come il mare e concreto come le radici (come rappresentato dal bellissimo artwork in copertina di Matteo Casari).

Track List

  • Weirda
  • B
  • Valerio
  • On a Boat
  • So Done
  • We were Roses
  • Carol
  • Blinding White
  • The Red Baloon