... But I`d Rather Be With You<small></small>
Americana • Songwriting • Folk

Molly Tuttle ... But I`d Rather Be With You

2020 - Compass Records ‎

14/10/2020 di Laura Bianchi

#Molly Tuttle#Americana#Songwriting

Come si fa a vincere, a soli 24 anni, e prima donna a riuscirci, il titolo di Guitarist of the Year della International Bluegrass Music Association? E come si fa a gestire con tanta padronanza il flatpicking, il crosspicking e il clawhammer, ma anche la scrittura e il canto?

Chiediamolo a questa fille prodige della musica Americana, Molly Tuttle, che, dopo aver militato nella band di famiglia, The Tuttles, e dopo essersi fatta conoscere con una serie di video didattici, ha pubblicato un primo, acclamatissimo disco, When you're ready. Ma Molly è giovane, aperta a ogni sperimentazione, curiosa e onnivora musicalmente, e così, durante questo periodo duro per tutti, ha deciso di riflettere sul motivo per cui ami così tanto la musica, scegliendo, come si direbbe, fior da fiore, nell'immenso repertorio mondiale di tutti i tempi.

Nasce così ... But I'd Rather Be With You, un disco che contiene solo cover (per i brani originali, su cui la musicista sta lavorando, bisognerà attendere il nuovo anno) di canzoni che la giovane artista ama, e che testimoniano l'ampiezza dei suoi interessi musicali. Usando Pro Tools, la ragazza ha registrato il progetto da casa e ha coinvolto il produttore di Los Angeles Tony Berg (lo stesso di Andrew Bird), che, a sua volta, ha convinto rinomati session men, come il chitarrista dei Dawes Taylor Goldsmith e il polistrumentista di Old Crow Medicine Show Ketch Secor, il batterista Matt Chamberlain e il tastierista Patrick Warren, a registrare le proprie parti da casa durante la quarantena.

Il risultato è un disco poliedrico, stimolante e ricco di sorprese, da Fake Empire dei The National, che apre l'album, e il cui video è stato diretto nientedimeno che dallo stesso leader della band, Matt Berninger, passando per Olympia, WA dei Rancid, dal tiro entusiasmante e dai precisi background vocals di Ketch Secor, giungendo a Standing on the Moon, languido ed emozionante successo dei Grateful Dead, per congedarsi con una dolcissima How can I tell you, gemma di Cat Stevens, perfettamente resa nel suono morbido, grazie alla sapienza tecnica e alla sensibilità di un'artista che farà parlare di sé ancora a lungo.

Track List

  • Fake Empire (The National)
  • She’s a Rainbow (The Rolling Stones)
  • A Little Lost (Arthur Russell)
  • Something on Your Mind (Karen Dalton)
  • Mirrored Heart (FKA Twigs)
  • Olympia, WA (Rancid)
  • Standing on the Moon (Grateful Dead)
  • Zero (Yeah Yeah Yeahs)
  • Sunflower, Vol. 6 (Harry Styles)
  • How Can I Tell You (Cat Stevens)