Il suicidio della formica<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − folk, pop

Modì

Il suicidio della formica

2012 - Hydra music
19/06/2012 - di
 

Negli ultimi mesi si sono sprecate pagine su pagine (o forse sarebbe meglio dire post su post) sul successo lampo che hanno avuto I cani o Lo stato sociale, successo in parte sicuramente dovuto al lavoro di promozione sui canali giusti da parte dei diretti interessati, ma a spingere frotte di giovani ad ascoltarli e seguirli dev'essere stato qualcos'altro.

Questo qualcos'altro è la descrizione di una parte della società giovanile e giovanilista che tenta sforzi intellettuali e si ritrova svuotata, sterile, in perenne inseguimento dell'ultima tendenza per divorarla in pochi giorni e rinnegarla in nome di quella succesiva.

Ascoltando un disco come Il suicidio della formica di Modì, al secolo Giuseppe Chimenti si comprende in parte il perchè della fuga del pubblico under trenta dalla canzone d'autore ai lidi dell'hipsteria.

Il disco d'esordio del cantautore cosentino è all'altezza dei lavori di altri colleghi più o meno noti, fatta eccezione per alcuni versi meno indovinati e qualche seconda voce di troppo.

Siamo davanti a uno dei più classici esempi di cantautorato italiano post-Cammariere, non a caso lo stile di Modì ricorda molto quello di Kunstler, co-autore di molti brani del musicista calabrese. Sono presenti infatti brani per lo più intimisti come Preferisco il silenzio ("Oscuro i vetri del mio soffitto, al rumore preferisco il silenzio")e Persistenza della memoria, oppure ballate malinocniche come la meritevole Carnevale ("oggi è carnevale e non ho un vestito da indossare me lo hanno ricucito ma indossa male") e L'amore ci brucerà.

Degno di attenzione il guizzo finale della title-track Il suicidio della formica, in cui in mezzo all'amarezza compare anche una velata ironia: "non voglio annegare mica in un mare scuro come la formica che fatica tutta la vira e non pensa e poi ricicla".

Finito il disco, però si ha la sensazione di avere incontrato uno sconosciuto su un treno con cui si sono scambiati aneddoti di vita e con cui si è arrivati a fine corsa, senza aver trovato una soluzione per le sofferenze amorose, lavorative ed esistenziali che da sempre turbano l'umanità.

Ben diversa è la sensazione al termine di un disco dei paladini degli hipster, che si pongono come degli ammiccanti e scanzonati compagni di classe, pronti a lanciarsi in discorsi sulla realtà senza mai scoprirsi, nè dire qualcosa di realmente profondo.

Il rischio è che alla fine si preferisca andare al concerto dei compagni di classe a ridere della bruttezza di tutti i giorni, piuttosto che rischiare di incontrare ancora gli sconosciuti del treno e sentirsi raccontare, forse un po' di retorica, le sofferenze e le inquietudini senza via di uscita delle nostre esistenze.  

 

Track List

  • persistenza della memoria
  • la ballata del grande nulla
  • gli anni chiusi in tasca
  • carnevale
  • di venerdì tutto succede
  • l'amore ci brucerà
  • suicidio in stazione
  • preferisco il silenzio
  • il suicidio della formica