How to Live<small></small>
Rock Internazionale − Alternative

Modern Nature

How to Live

2019 - Bella Union
21/10/2019 - di
Che ci si trovi di fronte alla migliore opera prima di questo 2019 è più di un sospetto. E che How to Live risulti alla fine anche uno dei migliori dischi dell’anno, in assoluto, è altamente probabile. Il principale artefice di questa meraviglia è l’inglese di Blackpool Jack Cooper, nel 2009 già fondatore del gruppo Mazes, col quale tra il 2010 e il 2014 ha pubblicato tre album. Prima dei Mazes, Cooper era stato tre anni con The Beep Seals, mentre nel 2014 aveva dato vita con James Hoare agli Ultimate Painting, una band capace di partorire tre album in tre anni dopo di che, poco prima di dare alle stampe il già annunciato Up!, si era sciolta senza alcun preavviso. Quello che accomunava i vari progetti era l’ appartenenza alla vivace scena psichedelica dell’area di Manchester e l’amore per gruppi storici della psichedelia locale e di quella americana quali Stone Roses, Iron Butterfly, Pavement e Velvet Underground. Tutte iniziative interessanti, soprattutto Ultimate Painting, cui tuttavia mancava il guizzo per affrancarsi dall’etichetta di imitatori di talento. Jack Cooper ci ha provato allora in solitaria nel 2017, scrivendo, suonando e producendo a casa sua su un registratore a quattro piste l’LP Sandgrown, melanconica dichiarazione d’amore alla nativa Blackpool. Ne è venuta fuori una non trascurabile opera di cantautorato, che si è guadagnata qualche buona recensione ma ha lasciato sostanzialmente indifferente il suo pubblico. 

Ciò che è accaduto per trasformare un biennio più tardi questo onesto e prolifico songwriter nell’autore di un disco affascinante e originale come How to Live ha forse a che fare con la discesa in lui dello Spirito Santo. Lo stesso David Bowie, del resto, prima di essere toccato dalla Grazia e creare Hunky Dory non aveva prodotto album davvero memorabili, pur essendo in giro già da un po’ di tempo. Un’ipotesi meno suggestiva ma altrettando accreditata è che Jack Cooper abbia trovato nel pianista Will Young, corresponsabile del progetto Modern Nature, il partner musicale ideale. Young ha pubblicato nel 2018 col moniker Moon Gangs l’album Earth Loop, un lavoro essenzialmente strumentale che dichiara apertamente i suoi modelli: le colonne sonore dei film horror e quelle di Vangelis, il Krautrock di Tangerine Dream, Popol Vuh e Neu! vengono da Moon Gangs centrifugate in una serie di loop sintetizzati e di brusii cinematici per creare musica elettronica dalle atmosfere ambient. Anche l’altro progetto di Young, il gruppo Beak>, attivo da una decina d’anni, fa musica elettronica e compone soundtracks

Il contributo di Will Young all’estetica musicale di Modern Nature è soprattutto di natura ritmica, visto che lo stile della batteria, suonata da Aaron Nevue, è informato all’etica motorik dei Beak> e all’apache beat del percussionista dei Neu! Klaus Dinger. Brani come ‘Footsteps’ e ‘Nature’ si avvalgono magnificamente di tale spinta propulsiva, cui si accompagnano in loop i droni delle tastiere sugli ostinati giri del basso e della chitarra ritmica, mentre la voce sussurrata di Cooper fa di tutto per non incrinare la compattezza dell’insieme sonoro. A tal punto che, quando in ‘Footsteps’ si libera il sax di Jeff Tobias e in ‘Nature’ si lascia spazio alle incursioni straziate della chitarra distorta, l’architettura delle composizioni dà all’ascoltatore il senso della compiutezza. Come siffatti brani riescano a trovare collocazione accanto a ballate dalle tristi melodie sognanti (‘Turbulence’, ‘Nightmares’ e ‘Devotee’, che pure poi si trasforma in uno strumentale onirico) prive del suono della batteria si spiega con la presenza costante, in tutto l’album, di una base ritmica che viene garantita dalla ripetizione di brevi scale suonate dalle tastiere, dalle chitarre e dal violoncello di Rupert Gillett, che accompagnano l’esperienza ricettiva dall’inizio alla fine del disco. Disco che non si fa mancare canzoni dall’impianto più tradizionale, in cui si permetta al refrain del canto di entrare in circolo e di farsi desiderare. Tra queste si fa preferire ‘Criminals’, il cui accordo perfetto lascia spazio all’apertura melodica di tastiere che sembrano suonate da Richard Wright e che conducono Cooper al posto migliore da dove distillare la sua voce. 

I pezzi del disco si succedono senza soluzione di continuità e costituiscono i movimenti della suite che How to Live ha l’ambizione di essere: un’opera in cui armonia, ritmo e melodia assecondino un timbro sonoro originale ed esatto. Con la loro opera prima, i Modern Nature ci accompagnano in un viaggio che assomiglia a quello esistenziale e riescono ad assegnare una cadenza musicale al misterioso fluire della vita, suggerendo una circolarità che conforta la nostra ansia di infinito.

Track List

  • Bloom
  • Footsteps
  • Turbulence
  • Criminals
  • Séance
  • Nightmares
  • Peradam
  • Oracle
  • Nature
  • Devotee