Una forma d`amore che mi devo<small></small>
Emergenti • Alternative • italiana

Mizio Vilardi Una forma d`amore che mi devo

2020 - Isola Tobia Label

08/07/2020 di Barbara Bottoli

#Mizio Vilardi#Emergenti#Alternative

L'onirico esordio di Mizio Vilardi si intitola Una forma d'amore che mi devo è uno di quegli album che sembra modificarsi con gli ascolti, avvicinandosi lentamente, come una conoscenza che deve rispettare dei tempi per diventare più intima. Dieci tracce che sono solchi nella vita, come una puntina di un giradischi che segna i momenti fondamentali dell'esistenza: quelli delle scelte e dei cambiamenti che hanno fatto decidere che l'amore deve essere al primo posto, un bisogno, una priorità, ma anche una certezza che il cantautore pugliese ricerca e racconta nelle diverse forme. Brani eterogenei, molte contaminazioni, ma soprattutto uno spazio che esiste, annullandosi, infatti il grande valore delle radici di Mizio Vilardi è rappresentato dalla scelta di due canzoni in dialetto molfettese e dalla frase “siamo alberi fatti di pelle”, eppure frammenti in inglese riportano all'attualità la scrittura, appunto, cancellando i limiti, tuttavia quest'ultima scelta risulta ridondante in un'eleganza personale che basterebbe a sé stessa.

   La biografia di Mizio Vilardi di certo racconta di esperienze ben lontane da un esordio assoluto, infatti l'EP Radici sotto i piedi è datato 2015 e due brani, negli anni seguenti, sono stati inseriti nella fiction targata Rai Tutto può succedere, oltre a proseguire parallelamente le esperienze in rassegne cantautorali, nei quali si segnala tra i vari riconoscimenti, il Premio nazionale ArtEmergente 2019 per il brano Le notte porte sembe che si ritrova nell'album e che resta uno dei brani che colpisce nelle parole di un uomo che domanda alla notte di poter rivedere l'amata. Un po' sognatore, un po' romantico, un po' introspettivo, Mizio Vilardi trasforma in forza ciò che oggi potrebbe apparire come “debolezza”, forte del suo percorso personale che non nasconde, ma trasforma in musica grazie alla voce che si mantiene tra le righe dei pensieri che condivide. Indubbiamente Mizio Vilardi risente della scuola cantautorale pop contemporanea, pur cercando innovazioni già analizzate che risultano interessanti nell’uso del dialetto, ma, spesso, lo slancio “innovativo” si perde sul nascere, ma, in realtà, la struttura più classica vince nelle aperture che sono la vera chiave di bellezza di Una forma d’amore che mi devo e che rendono veramente la leggerezza della libertà che potrebbe far rima con amore.

   Un brano assolutamente da segnalare è Occhi aperti che si potrebbe ascoltare di continuo senza voler proseguire oltre, dedicato alla violinista Gabriella Cipriani, questa ballata nella parte centrale è una carezza delicata che si distingue dal “già sentito”. Se i primi approcci rendono gli ascolti critici, volti a desiderare una maggior incisività, e meno pulizia, i momenti successivi cambiano completamente la percezione potendo affermare che per il futuro il cantautore ha le possibilità per proseguire da assoluto solista, proseguendo la propria forma d’amore.

Track List

  • Flow
  • Una forma d`amore che mi devo
  • Occhi aperti (so far, so close)
  • Le notte porte sembe (la notte porta sempre)
  • Ierofonia (Rimani nell`aria)
  • Farti fiorire (Ca sì bbéedde)
  • Oltre là
  • Alberi
  • Surround me
  • Fa` bei sogni