Collision time<small></small>
− Cantautore, Indie

Miss Kenichi

Collision time

2006 - Alpha south / Audioglobe
08/01/2007 - di
Miss Kenichi è un nome che deriva da un manga giapponese, in realtà la cantautrice in questione è figlia di un camionista tedesco, è diplomata in pittura e recitazione e si chiama Katryn Hahner. Ha sempre girato, suonando nei locali della fertile scena underground tedesca e un mese fa ha terminato il suo tour italiano.
Spesso paragonata a Tori Amos, P.J. Harvey, Cat Power, le canzoni della Kenichi hanno linee estremamente essenziali, votate a restare tali, in cui si sente ancora vivo l’aspetto legato in qualche misura alle continue performance live, dove la sua voce opaca e delicatamente fuligginosa guida su e giù melodie accompagnate dalla chitarra acustica e qualche accorgimento elettronico ma nulla di più. I paragoni costituiscono sempre un limite, ma me ne servirò anche io per cercare di avvicinare il più possibile alle sensazioni uditive provate. La voce ricorda un po’ quella della Gibbons, anche se decisamente meno rotonda e piena, mentre l’impostazione essenziale riprende un po’ quella di Tara Jane O’neill di “In circle”.
In realtà quel suono così acustico e rotondo delle corde di chitarra che vibrano e quella voce ricorda in particolare un’artista poco frequentata da pubblico e critica in Italia che è Laura Veirs, in particolar modo il brano “It wont come”: la chitarra che si muove in modo così canonico nell’accompagnamento e la voce che aumenta in un lieve crescendo nel finale, riporta alla mente “Troubled by the fire”. I testi sono molto brevi ed essenzialmente ermetici, Miss Kenichi non è una cantastorie, canta delle sensazioni libere e visioni di alberghi e stanze notturne; brani che parlano di sé come “Under my skirt”.
Scegliere la via essenziale per un album d’esordio ha il pregio di non rischiare di farsi prendere la mano con gli arrangiamenti ma si corre sempre il rischio della ripetitività, della continua reiterazione dello stesso brano, della stessa struttura. Da questo pericoli devo dire che Miss Kenichi si tiene abbastanza lontana: lei e la sua chitarra, la sua voce, alcuni accorgimenti elettronici, cori e sovraincisioni aiutano ad arrotondare con un taglio sempre molto personale gli arrangiamenti (si vedano ad esempio i suoni in “Under my skirt”).
L’esordio di Miss Kenichi, “Collision time”, è un buon disco che suona diverso ed originale rispetto a molte voci femminili senza inventare nulla di nuovo. Segno che la giovane cantautrice tedesca sa come dosare e miscelare ingredienti comuni di buona qualità per far nascere un piacevole disco a cavallo fra pop e folk che riscatta il numero eccessivo di canzoni chiudendo con un sorbetto.

Track List

  • Arrived|
  • Collision time|
  • Black bird|
  • Blue eyed stallion|
  • It wont come|
  • River|
  • Away|
  • Gunshop|
  • Hotel|
  • Ride on|
  • If hate could heal|
  • Under my skirt|
  • Flashlight|
  • Silver lake|
  • Quiet life