Cenere<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Mimmo Locasciulli

Cenere

2018 - HOBO/Believe Digital
05/12/2018 - di
E’ come entrare in una casa di cui sai misurare ogni anfratto. Sapete cosa succede, no? Succede che non ti ci perdi, anzi che ti ci ritrovi:  ti ci sai muovere dentro perché ogni angolo è una consuetudine, un ritorno, l’approdo ad ambiti familiari. Con i dischi di Mimmo Locasciulli a me capita la stessa cosa: mi sono prossimi e li conosco a memoria. Mi aggiro quindi tra le tracce di questo nuovo Cenere e riconosco i climi: i moti a luogo geografico/interiori, il tempo che passa come passano le donne, le malinconie sottili, la notte, la strada, la pioggia, i respiri o gli struggimenti del sax, in una  sorta di rassicurante mise en abyme. Anche sotto l’aspetto musicale, Cenere è un compendio dei generi frequentati dal medico-cantautore: il folk-rock  dei primi album, l’elettronica misurata, le curve paraboliche del blues e le divagazioni del jazz.

Se l’aura di Cenere fosse riassumibile da un colore, questo colore sarebbe il nero-fondo della notte fonda. Traslazione di occhi aperti/chiusi (eyes wide shuts), di rivelazioni ulteriori e di occultamento, di sterzate ontologiche, di lampi di memoria che mordono, di lucide ipnagogie, di fiamme del destino e fiamme del peccato, come evoca  la sontuosa protagonista di Columbus Avenue. La notte, preambolo al dedalo di sotto-testi, al non-detto della poetica locasciulliana: una poetica obliqua a sua volta, a un passo dal lirismo e a uno dalla cronaca, passato e presente, e sempre complice la musica. Quella di Cenere è un’architettura impeccabile, ricercata, voluta, arrangiata, supervisionata dai Locasciulli padre-e-figlio, Mimmo e Matteo, e resa in forma immaginifica dal team dei musicisti di supporto (cito soltanto Manuel Trabucco per il sax dalle sfumature policrome).

Anche Cenere ha una genesi divaricata: è stato registrato a Roma e a Parigi e ti costringe a diversi riascolti: servono ad assaporarne appieno le sfumature. Dati i tempi, mi viene da scrivere che si tratta di un album fuori-contesto, dove l’eleganza di scrittura fa il paio con quella delle atmosfere sonore. Cenere è anche un disco con diverse apparizioni/collaborazioni, prima fra tutte quella di Enrico Ruggeri che firma il testo di Le regole del jazz. Mi viene da pensare che la cenere è residuale di un fuoco, ciò che rimane di qualcosa che è stato e che è bruciato. Una meta-significazione plumbea ma a ciglia asciutte di quanto avanza di vita spesa-giocata-lottata-sognata-vissuta: “Eccoci ancora persi in un tempo/ che ormai non ci appartiene più” (Cenere); “Sono il profugo di un tempo malato/ il fuggiasco inseguito e braccato/ il clandestino dentro un cerchio sbagliato” (Il fuggiasco e l’alba). Il disco però non è soltanto cupo: in Cinque sei sette otto, per esempio, il pianoforte e tutto il resto, saltellano quasi quasi come ai tempi del lontano Pixi Dixi Fixi,

Cenere è un disco notturno, appena malinconico, intimista-realista, semmai. I brani che non dimenticherò: senz’altro la tenui Amnesia di un momento, per versi come questi: “Ho scritto un libro di errori/ e strategie fallimentari”, e Ogni volta che piove, per questi altri: “Ancora non so/ e forse mai lo saprò/ perché ogni volta che piove/ c’è un sapore d’addio”. Senz’altro La casa, per i pensieri sui passaggi di tempo e su quanto vi rimane impigliato. Un po’ per gli stessi motivi Annaluna: “Vedo tutte le storie che ho perso/ e non trovo più/ Le parole che chissà perché/ non ho detto mai/ La mia schiena s’incurva e si arrende/ alle ingiurie del tempo/ ma il mio cuore è ancora lo stesso/ e batte per te”. In me hanno fatto breccia al primo ascolto, anche le strenui-stranianti Columbus Avenue e Il fuggiasco e l’alba: hanno l’humus della strada e della vita insonne: la prima ha un taglio quasi cinematografico, la seconda è una poesia pre-apocalittica. Ma mi è stato difficile decidere: ogni recesso di Cenere - dalle aperture luminose ai cantucci più riposti e più bui - si ascolta, si apprezza, e non si dimentica.

Track List

  • Cenere
  • La casa
  • Le regole del Jazz
  • Se mai
  • La solitudine di un artista
  • Cinque sei sette otto
  • Annaluna
  • Columbus Avenue
  • Amnesia di un momento
  • Ogni volta che piove
  • Cercami
  • Il fuggiasco e l`alba

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