In Memory Of Lou Gare<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz

Mike Westbrook

In Memory Of Lou Gare

2018 - Westbrook Records / IRD
15/09/2018 - di

Questo disco è anche un atto d`amore, il suggello finale di una grande amicizia umana e musicale. Nove tracce del vivo formano l`estremo omaggio di un grande del jazz inglese, il compositore e tastierista Mike Westbrook, al talentuoso tenorista Lou Gare, scomparso nel 2017 e in diverse occasioni solista principe della sua Uncommon Orchestra. Un tipo umile e schivo Gare: negli ultimi della sua vita aveva voltato le spalle alla scena londinese e si era ritirato in campagna a riparar violini e praticare la meditazione trascendentale. Westbrook lo ricorda però come uno dei primi ad aver recepito, sull`altra sponda dell`oceano, la spinta creativa della “new thing” di Ornette Coleman, praticando l`improvvisazione più spinta nell`ensemble AMM, di cui fu tra i fondatori. Nel progetto erano coinvolti jazzisti e musicisti provenienti da contesti classici, alle prese con strumenti tradizionali e rarità come violoncelli amplificati e cordofoni fatti in casa.

L`idea con cui è costruito questo lavoro ha una sua originalità: un collage di registrazioni live della Uncommon Orchestra, con brani interi ma soprattutto estratti di brani che evidenziano gli assoli di Gare. Viste le premesse, ci si aspetterebbe un certo grado di difficoltà nell`ascolto, o addirittura il rischio dell`incomunicabilità. Niente di più sbagliato. Il sax tenore mantiene uno stile free rilassato, a volte riccamente melodico e a volte più prosaicamente colloquiale, dando sempre l`idea di progressioni sonore solo apparentemente casuali ma in realtà molto strutturate. Basti ascoltare l`introduzione a Lush Life (un classico di Billy Strayhorn) che rappresenta un efficare “bigino” riassuntivo di quanto descritto: dalle sequenze volutamente incerte dell`attacco scaturiscono idee sempre più complesse e un timbro emozionante che origina direttamente dalla “linea aurea” Hawkins-Rollins. Oppure godersi il gioco ironico, doppiato dal contrabbasso, con l`arcinota overture del Barbiere di Siviglia (The Barber), da un lavoro di Westbrook su Rossini. Gare è un campione di inventiva, audacia e lirismo, senza però risultare mai astratto o troppo intellettuale.

L`altro spunto di grande interesse è il rapporto tra il solista e l`orchestra, che di nuovo testimonia la venerazione di Westbrook per Gare. I suoni di insieme attendono quasi sempre in riverente silenzio l`esecuzione del primo assolo del sax per poi adeguarsi con tatto e discrezione, quasi a formare un “cuscino” confortevole su cui appoggiare le note degli interventi successivi. Davvero un esempio notevole di interazione, evidente in brani come D.T.T.M., qui proposta in due versioni differenti. Nella prima il tenore cattura fin dall`inizio l`ascoltatore, muovendosi in splendida solitudine e con un ricchezza di contenuti e invenzioni che non lascia indifferenti, senza indulgere mai nella retorica o nella ricerca dell`effetto facile. Il coro prima e i riff dei fiati poi, semplici ma sempre più potenti, ne amplificano l`effetto, concedendosi solo qualche leggera dissonanza. In D.T.T.M. 2 l`interazione con piano, basso e batteria comincia quasi subito, e c`è un`atmosfera forse più scontata e virata sul blues che limita le potenzialità di Gare. Siamo dalle parti dei lavori di Kamasi Washington per come si cerca di far convivere solismi strumentali, cori e orchestra, ovviamente su un versante più colto e europeo, con meno folate di ritmo e una maggior understatement.

 

Track List

  • D.T.T.M.
  • Propositions
  • Juxtapositions
  • Manje
  • The Barber
  • Johnny Come Lately
  • Lush Life
  • D.T.T.M. 2
  • Graffitti