Mick Fleetwood and friends
 Celebrate the music of Peter Green and the early years of Fleetwood Mac<small></small>
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Mike Fleetwood Mick Fleetwood and friends
 Celebrate the music of Peter Green and the early years of Fleetwood Mac

2021 - Warner Brothers

10/05/2021 di Nicola Olivieri

#Mike Fleetwood#Rock Internazionale#Rock

l 25 luglio del 2020 moriva Peter Green uno dei chitarristi più importanti della scena inglese. Nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, dopo una breve esperienza con i Peter B’s London, Peter Green ebbe l’occasione di far parte dei Bluesbreakers di John Mayall in sostituzione di Eric Clapton. Uscì dalla formazione dopo poco e portò via dal gruppo anche il batterista Mick Fleetwood e il bassista John McVie per dare vita ai Fleetwood Mac, una band destinata a diventare tra le più longeve e famose della storia del rock… purtroppo senza Peter. 

Dopo tre dischi realizzati con i Fleetwood, giusto il tempo di dare la propria impronta al sound del gruppo che in quegli anni si esprimeva con un rock-blues molto efficace, nel 1970 Green lascia anche i Fleetwood Mac.

Devastato dall’LSD e pesantemente segnato da una schizofrenia incalzante che lo costringerà a vivere una vita ai margini, in un oblio necessario quanto immeritato. Fortunatamente nei momenti di buona salute ha continuato a suonare ed ha anche realizzato dei dischi, alcuni dei quali considerati molto importanti. 

Questa è la storia di Peter Green raccontata a grandi linee e volutamente senza dettagli, perché ha il solo scopo di introdurre il disco con il quale i suoi vecchi amici hanno voluto omaggiarne il ricordo.

Confesso che quando ho saputo dell’uscita di questo disco ho subito pensato alla solita manovra di mercato per incassare un po’ di soldi. Ma devo riconoscere che mi sbagliavo, perché se è vero che il disco nulla aggiunge a quanto già si conosce di Peter Green (del resto un album celebrativo non ha questa finalità), è altrettanto vero che la musica in esso contenuta è di alto livello, eseguita benissimo da un nutrito gruppo di rockstar ed è anche registrato molto bene per essere un disco dal vivo. Ma procediamo con ordine. 

Il 25 febbraio 2020, poco più di un anno fa, al Palladium di Londra viene organizzato un concerto per celebrare la musica di Peeter Green (meglio tardi che mai, mi vien da dire), in un evento unico che si ricorderà per vari motivi. 

Il concerto, ovviamente sold out, è stato messo in scena pochi giorni prima che esplodesse la pandemia di Covid in Gran Bretagna. Di fatto è stato uno degli ultimi spettacoli a cui il pubblico ha potuto assistere dal vivo prima del lungo lockdown che ha bloccato qualsiasi forma di eventi collettivi in tutto il mondo. Tutti i musicisti che hanno aderito all’iniziativa sono saliti sul palco mostrando, con le loro esibizioni, un legame profondo con le canzoni eseguite, perché a quelle canzoni, a quella musica, e al loro autore, molti di quelle star devono un radicale cambiamento di vita, insomma una sorta di pegno di gratitudine e riconoscimento che Peter Green avrebbe meritato molto di più in vita che ora, ma questo molti suoi amici lo sanno benissimo. 

Per questo sul palco si sono uniti, insieme alla house band composta da Mick Fleetwood, Dave BronzeJonny LangAndy Fairweather LowRicky Peterson e Rick Vito, personaggi del calibro di Neil FinnNoel GallagherBilly GibbonsDavid GilmourKirk HammettJohn MayallChristine McVieZak StarkeyPete TownshendSteven Tyler, Bill Wyman e anche Jeremy Spencer, uno dei componenti originale del gruppo allontanatosi per motivi religiosi e ritornato ad esibirsi per questa occasione. Accidenti, un concerto pazzesco che ha visto sulla stessa scena componenti di gruppi mitici quali Fleetwood Mac, Pink Floyd, Who, Aerosmith, Metallica e Oasis. E quando capiterà più? 

Va riconosciuto a Mick Fleetwood il merito di tutto ciò, perché è riuscito a mettere insieme tanta roba e per aver scelto di rappresentare al meglio un preciso segmento della musica, quello che i Fleetwood Mac hanno creato e suonato negli anni ’60 in pieno boom del british-blues. In questo c’è tutta la gratitudine possibile verso l’amico Peter Green, autore di quella musica.

Il disco merita molta attenzione e non può (anzi non deve) sfuggire ai veri appassionati perché non è solo un tributo ad un grade artista deceduto, è soprattutto un disco pieno zeppo di buona musica, di blues e di rock rappresentati in varie declinazioni e sfumature, frutto del contributo di ogni singolo artista salito sul quel palco che si è portato appresso, inevitabilmente, il proprio bagaglio di esperienze (anche chi con il blues non ha grande familiarità, leggi Noel Gallager, del quale però va apprezzata la disponibilità ad esserci e la buona volontà a provarci). 

In altre parole, siamo di fronte ad un disco che raccoglie 23 tracce che si ascoltano con facilità e con grande piacere, anche per la qualità della registrazione. Un disco che non dovrebbe mancare in nessuna collezione che si rispetti. Un giorno, a dispetto di quanto dichiarato da qualche critico inglese che ha sottolineato una certa debolezza nella prima parte del concerto rispetto alla seconda (debolezza che personalmente non ravviso), questo album diventerà un cult. Diamo al tempo il tempo di fare la sua parte.

Il disco è disponibile sul mercato in ben quattro formati fisici, quindi per tutte le tasche: il primo con 2 CD, il secondo con Blu-Ray, 2 CD, 4 LP e volume da 44 pagine, il terzo con Blu-Ray, 2 CD, e volume da 20 pagine e infine il quarto con 4 LP con copertina gatefold. Naturalmente si ascolta anche sulle principali piattaforme digitali.

 

Track List

  • Rolling Man&nbsp;(feat. Rick Vito)
  • Homework&nbsp;(feat. Jonny Lang)
  • Doctor Brown&nbsp;(feat. Billy Gibbons)
  • All Your Love&nbsp;(feat. John Mayall)
  • Rattlesnake Shake&nbsp;(feat. Billy Gibbons &amp; Steven Tyler)
  • Stop Messin&rsquo; Round&nbsp;(feat. Christine McVie)
  • Looking For Somebody&nbsp;(feat. Christine McVie)
  • Sandy Mary&nbsp;(feat. Jonny Lang)
  • Love That Burns&nbsp;(feat. Rick Vito)
  • The World Keep Turning&nbsp;(feat. Noel Gallagher)
  • Like Crying&nbsp;(feat. Noel Gallagher)
  • No Place To Go&nbsp;(feat. Rick Vito)
  • Station Man&nbsp;(feat. Pete Townshend)
  • Man Of The World&nbsp;(feat. Neil Finn)
  • Oh Well (Pt.1)&nbsp;(feat. Billy Gibbons &amp; Steven Tyler)
  • Oh Well (Pt.2)&nbsp;(feat. David Gilmour)
  • Need Your Love So Bad&nbsp;(feat. Jonny Lang)
  • Black Magic Woman&nbsp;(feat. Rick Vito)
  • The Sky Is Crying&nbsp;(feat. Jeremy Spencer)
  • I Can&rsquo;t Hold Out&nbsp;(feat. Jeremy Spencer)
  • The Green Manalishi (With The Two Prong Crown)&nbsp;(feat. Billy Gibbons &amp; Kirk Hammett)
  • Albatross&nbsp;(feat. David Gilmour)
  • Shake Your Moneymaker&nbsp;(group finale)